mercoledì 31 agosto 2011

Citazione libresca n.3

Dissero che ero morta.
Il mio cuore cessò di battere, e non respiravo più. Agli occhi degli altri ero davvero morta.
[...] Essendo io Giulietta, suppongo che avrei dovuto aspettarmelo. Ma in quel momento volevo così tanto che non si ripetesse la stessa penosa tragedia della prima volta! Stavolta Romeo e io saremmo stati insieme per sempre. Il nostro amore non avrebbe dovuto rimanere sospeso per secoli nel buio della morte e della separazione.

da La chiave del tempo di Anne Fortier.

giovedì 25 agosto 2011

LA BALLERINA DELLO ZAR

Un romanzo sulla vita di Mathilde Kschessinska, una delle più famose ballerine dei Teatri imperiali russi. Famosa forse più per le sue frequentazioni che per le sue doti artistiche. È stata, infatti, l'amante di due granduchi e dello zar in persona. L'ultimo zar, Nicola II. Un libro con molti difetti e pochi pregi. Un po' come la sua protagonista.

Kschessinska - giunta alla veneranda età di novantanove anni, esiliata a Parigi e ridotta in povertà - racconta in prima persona, rivolgendosi direttamente al lettore, la sua esistenza vissuta tra lussi e splendori. Un'attenzione particolare è rivolta alla sua tresca amorosa con lo zar Nicola II. O forse è il caso di dire che l'intero racconto-confessione ruota attorno a questa relazione.

L'immagine della ballerina che ne viene fuori non è delle migliori, anzi, direi che è pessima. Kschessinska è una donna avida, assetata di potere, opportunista, materialista. Una capricciosa arrampicatrice sociale la cui spietata ambizione la porta a non guardare in faccia a nessuno, se non addirittura ad arrecare danno a chiunque osi ostacolare i suoi piani. Seppur non chiarisca la reale natura dei suoi sentimenti per Nicola II - Niki, come lo chiama lei - è facile intuire che essi sono tutti per la figura potente dell'imperatore e autocrate di tutte le Russie, piuttosto che per l'uomo Nicola. Mathilde punta al trono, a diventare zarina, un obiettivo che ovviamente non raggiungerà mai, ma appena avrà l'occasione di accarezzare la corona, non ci penserà due volte a vendere suo figlio Vova.

Intollerabile è l'immagine che delinea delle ballerine classiche del suo tempo: un vivaio di sgualdrine alla mercé di alti ufficiali e aristocratici vogliosi. Uno schiaffo alle qualità artistiche di molte rispettabili danzatrici russe fiorite in quell'epoca. La danza stessa è posta in secondo piano. Kschessinska parla poco della sua attività sulle tavole dei teatri. Sembra quasi che danzare sia per lei un passatempo (o peggio un mezzo per avvicinarsi alla corte zarista), anziché un lavoro svolto con grande passione. È un vero peccato che non abbia speso qualche parola in più in proposito, giacché è entrata in contatto con uomini del calibro di Ciajkovskij e Petipa che, in quello stesso periodo e in quegli stessi luoghi, si stavano dando da fare per consegnare all'eternità i più alti capolavori dell'arte tersicorea. Molte, forse troppe, parole sono invece state spese nella seconda parte del libro per descrivere vicende storiche che Mathilde, suo malgrado, si è ritrovata a vivere in prima persona: la rivoluzione d'Ottobre, l'abdicazione dello zar, lo sterminio dei Romanov. Se da una parte queste pagine risultano interessanti e istruttive, dall'altra si staccano dal contesto principale e danno al lettore l'impressione di avere fra le mani non una biografia romanzata, ma un manualetto di storia.

Piacevoli sono invece le descrizioni dei fasti della corte zarista e delle bellezze di città come San Pietroburgo. Degno di nota è il nutrito elenco di fonti cui l'autrice, Adrienne Sharp, ha attinto per creare questo romanzo biografico. Tra le righe del racconto si annida anche un'incisiva critica ai metodi discutibili con cui i rivoluzionari portavano avanti le loro battaglie e all'incoerenza di personaggi come Lenin e Stalin che, una volta giunti al potere, agivano in contrasto con le ideologie cui si rifacevano.

La scrittura di Adrienne Sharp è scorrevole e alla portata di tutti, ma la Mathilde Kschessinska che ci presenta non si guadagna certo le simpatie dei lettori. Quando alla fine del racconto le parole di Mathilde sembrano voler suscitare pietà e compassione per i suoi errori, sarà lei stessa a impedire che ciò avvenga dicendo "non compatitemi. Ho avuto una vita meravigliosa." Tant pis.
VOTO: 3/5

Adrienne Sharp ha studiato danza all’Harkness Ballet di New York. Insegna presso il Centro delle Arti Creative dell’Università della Virginia e vive in California con il marito e i due figli. Tra le sue opere si segnalano White Swan, Black Swan e Sleeping Beauty.

La parola all'autrice intervistata da Connie Martinson (intervista in inglese):

Prima parte

Seconda parte

Titolo: La ballerina dello zar
Titolo originale: The true memoirs of Little K
Autore: Adrienne Sharp
Traduttore: Raffaella Vitangeli
Editore: Neri Pozza (collana I narratori delle tavole)
Anno: 2010

martedì 23 agosto 2011

Di prossima lettura - Estate 2011, n.2

I prossimi due libri che leggerò e recensirò qui su Lo scaffale dei libri sono:


Fate di Brian Froud e Alan Lee. Libro cult sulle storie e le caratteristiche delle magiche creature del Piccolo Popolo.


Viole di Inna Dufour Nannelli. La storia delle Viole, delle Violette e delle Viole del pensiero nell'arte, nella letteratura, nella profumeria.

sabato 20 agosto 2011

TATIANA & ALEXANDER

Ne Il cavaliere d'inverno li abbiamo lasciati soli, lontani l'uno dall'altra e distrutti dal dolore, in balia di un futuro incerto che sembra non promettere nulla di buono. Li ritroviamo in questo secondo libro con la speranza di saperli presto di nuovo insieme e finalmente felici, per sempre.

Tatiana è riuscita a scappare dalla Russia e ha raggiunto gli Stati Uniti. Durante il viaggio, ha dato alla luce Anthony, il figlio suo e di Alexander. È sola e disperata, le hanno detto che il marito è morto ma lei, nel profondo del cuore, non ci crede, sente che il suo amato non può averla abbandonata del tutto. Infatti il giovane ufficiale è vivo, ma è caduto prigioniero nelle mani dell'NKVD, la famigerata polizia di Stalin. Sulla sua testa pesano le pesanti (quanto false) accuse di tradimento e spionaggio e, tra svariate torture e sofferenze, attende di essere giustiziato. Eppure, nonostante la morte gli aliti con determinazione sul collo, non ha perso la speranza di potercela fare. Speranza alimentata dalla consapevolezza che Tatiana e il loro bambino che non ha mai conosciuto sono da qualche parte, in America, che lo aspettano. Intanto Tatiana a New York cerca di rifarsi una vita: lavora come infermiera e trova aiuto e amicizia nelle persone di Edward, un medico tenero e gentile, e di Vikki, un'infermiera attraente e svampita. Nonostante tenti di distrarsi e di ricominciare daccapo, un solo nome le martella nella testa: Alexander. Un solo desiderio le pulsa nel cuore: ritrovarlo. Perché è vivo, lo sente. Appena le si presenta l'occasione, parte alla volta dell'Europa e si mette all'affannosa ricerca del suo innamorato.

Se ne Il cavaliere d'inverno la storia d'amore fra i due protagonisti è vista attraverso gli occhi di Tatiana, in Tatiana & Alexander è vista attraverso quelli di Alexander. Durante i giorni della prigionia, il giovane soldato rivive, attraverso i ricordi, tutti i momenti della sua vita con Tatiana. Ma non solo. Rivive anche quelli della sua infanzia e della sua adolescenza turbolenta, permettendoci così di conoscerlo meglio. Questo secondo libro ripercorre dunque molte delle vicende raccontate nel primo, chiarendone alcune situazioni che erano rimaste nell'ombra. Essendo quindi abbastanza ripetitivo, consiglio di leggerlo a distanza di tempo dal precedente e non subito dopo.

Lo stile di Paullina Simons è come sempre semplice e scorrevole, anche se qui il linguaggio si fa più aspro, maschile e militaresco rispetto a quello utilizzato nel primo volume. In alcune pagine l'autrice si perde in lunghe descrizioni di strategie di guerra - rischiando così di annoiare un po' il lettore - e in altre si lascia andare a qualche esagerazione.

Filo conduttore di questo secondo volume è ancora una volta la speranza che aiuta ad affrontare e superare con coraggio ogni tipo di ostacolo e di vincere le sofferenze e persino la morte. S'intensifica la critica al comunismo e s'impone con vigore la denuncia degli orrori del regime staliniano. La Simons inoltre, riporta all'attenzione un fenomeno spesso e volentieri omesso dai manuali di storia: quello che portò, negli anni '30 del Novecento, un gran numero di cittadini americani, affascinati dall'ideologia comunista, a lasciare il loro paese per trasferirsi definitivamente nella Russia comunista. Una volta lì, molti rimasero delusi dall'ipocrisia del pensiero che li aveva in precedenza stregati, ma soprattutto caddero vittime della spietata violenza del regime dittatoriale vigente nella Madre Russia, che credeva fossero spie e non patetici ammiratori delle loro ideologie.

Tatiana & Alexander regala qualche emozione in meno rispetto al Cavaliere d'inverno. I due protagonisti li ritroviamo più maturi, meno romantici, per niente spensierati. Annichiliti dai ricordi, inseguiti dai rimorsi, portano nell'anima (e sul corpo) ferite che procurano dolori insopportabili.
Anche se in questo secondo libro ci appassionano un po' di meno, ci tengono comunque attaccati fino all'ultima pagina perché possiamo saperli di nuovo insieme, liberi e felici. E non ci lasciano, perché ci aspettano ne Il giardino d'estate, terzo e ultimo libro con cui si conclude la fortunata trilogia firmata da Paullina Simons.
VOTO: 4/5

Paullina Simons (nella foto a destra) è nata a San Pietroburgo nel 1963. All’età di dieci anni emigra con la famiglia negli Stati Uniti. Dopo la laurea in scienze politiche all’Università del Kansas e dopo aver lavorato come giornalista finanziaria, scrive il suo primo romanzo Tully, realizzando così il suo sogno di sempre: diventare una scrittrice. Ottiene la fama mondiale con la trilogia dei romanzi Il cavaliere d’inverno, Tatiana & Alexander e Il giardino d'estate, le cui vicende si ispirano in parte alla storia della sua famiglia in Russia. Oltre ad altri romanzi, ha scritto anche un libro di cucina: Tatiana’s table. Vive a Northport, nei pressi di New York, con il marito e i suoi quattro figli. Paullina Handler è il suo nome da nubile.

Titolo: Tatiana & Alexander
Titolo originale: Tatiana & Alexander
Autore: Paullina Simons
Traduttore: Lucia Fochi
Editore: BUR Rizzoli (collana Narrativa)
Anno: 2010

venerdì 12 agosto 2011

Citazione libresca n.2

[...] Quando vivevate seguendo le vostre intuizioni forse non avevate un'immagine precisa di Me, ma eravate certi della Mia esistenza.
È stata la religione a creare gli agnostici.
È stata la religione a riempire il cuore degli uomini con il Timore di Dio, quando una volta l'uomo amava Ciò Che È in tutto il Suo splendore.
È stata la religione a ordinare all'uomo di prostrarsi, mentre prima gli esseri umani si elevavano gioiosamente a Dio.
È stata la religione a riempire l'uomo di preoccupazioni rispetto all'Ira Divina, quando una volta l'uomo cercava Dio per alleggerire il proprio fardello.
È stata la religione a dire all'uomo di vergognarsi del proprio corpo e delle sue funzioni naturali, quando una volta l'uomo le celebrava come il più grande dono della vita.
È stata la religione a insegnarvi che avevate bisogno di un intermediario per poter raggiungere Dio, quando una volta potevate raggiungerMi semplicemente vivendo la vostra esistenza con bontà e sincerità.
Dovunque si sia diffusa la religione ha creato separazione, che è l'opposto di Dio.
La religione ha diviso l'uomo da Dio e da altri uomini e donne. Alcune religioni sostengono persino che l'uomo sia superiore alla donna, avallando così ogni tipo di soprusi ai danni di metà della specie umana.

da Conversazioni con Dio di Neale Donald Walsch.

venerdì 5 agosto 2011

Legge Levi: blocco agli sconti sui libri

Il 1° settembre 2011 entrerà in vigore la Legge Levi, un qualcosa di increscioso che riguarda gli sconti sui libri.

Un mio conoscente (che, a differenza mia, è sempre molto informato e preparato in materia di leggi) ha pubblicato sul suo blog Sapere audeo, un sintetico quanto esaustivo intervento su questa nuova legge. Pertanto, invito i miei lettori a dargli un'occhiata cliccando qui.