mercoledì 29 maggio 2013

Alla vostra attenzione, n.7

Sara Schiarizza mi ha segnalato l'ultimo libro di un suo carissimo amico ed è con grande piacere che io, a mia volta, lo segnalo ai lettori del mio blog. Si tatta di Vimini di Donato Cutolo, con colonna sonora - su cd allegato al volume - di Fausto Mesolella, chitarrista degli Avion Travel, edito da Zona.


Trama: i genitori, la famiglia, il luogo delle origini e la sua gente sono l’imprinting primario della nostra vita, e ne segnano il corso nel bene come nel male. Vimini Mart è una adolescente dalla vita difficile, che dopo tre anni in Francia torna in Italia, a San Timo, il paese dov’è nata e cresciuta, dove suo padre Pierre - ricco vignaiolo d’oltralpe - conobbe e sposò sua madre Lara, ragazza debole e perduta tra miseria e sogni di grandezza. Vimini tenta di riannodare i fili di una vita che, dalla morte di nonna Cecilia, non è né sarà più la stessa. Ritrova Sacco, il vicino di casa ch’è come un fratello maggiore, e Remo, il compagno di giochi con cui ha scoperto i miracoli della natura e il magico - e tragico - potere divinatorio degli arcobaleni, solari e lunari. Potere al quale, purtroppo, pare proprio impossibile sfuggire.

Booktrailer:


Non so voi, ma a me la trama affascina moltissimo e spero di avere presto l'occasione di leggere questo libro che si preannuncia emozionante e originale.

Donato Cutolo, scrittore, compositore di colonne sonore, sound engineer, ha esordito in campo letterario nel 2009 con il libro + cd Carillon, che diventa in pochi mesi un piccolo grande caso editoriale per copie vendute. Per maggiori informazioni, visitate il suo sito internet.

Fausto Mesolella, pluripremiato chitarrista, compositore, produttore e arrangiatore, lead guitar degli Avion Travel, ha pubblicato il libro + cd I piaceri dell’orso e il cd Suonerò fino a farti fiorire.

Donato Cutolo (a destra) e Fausto Mesolella

venerdì 24 maggio 2013

Festa del libro 2013

Il 23 maggio si celebra in tutta Italia la Festa del libro. La giornata fa da chiusura a Il Maggio dei Libri, la grande campagna di promozione del libro e della lettura, che per un mese anima il paese con migliaia di eventi organizzati da diversi enti.

La campagna, promossa dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, inizia il 23 aprile, in coincidenza con la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore promossa dall'UNESCO, e culmina, come appena detto, il 23 maggio con la Festa del libro.
La denominazione scelta per la campagna, Il Maggio dei Libri, pone l'accento su un mese che nella tradizione popolare italiana è legato alle feste per il risveglio della natura e richiama l'idea di crescita e maturazione, ma anche di allegria e di piacere: tutti concetti collegati alla lettura.

Lo scopo della campagna è quello di portare i libri tra la gente, distribuirli, farli conoscere, connotandoli di un forte valore sociale e affettivo. E favorire così l'abitudine alla lettura. Il libro, quindi, esce dal suo contesto abituale e dilaga sul territorio: dalle grandi città ai piccoli centri, regioni, province, comuni, scuole, biblioteche, associazioni culturali, case editrici, librerie, circoli di lettori, promuovono iniziative per intercettare anche persone che di solito non leggono.

venerdì 17 maggio 2013

XXVI Salone Internazionale del Libro

Si rinnova, dal 16 al 20 maggio 2013, l'appuntamento con il Salone Internazionale del Libro, la più grande manifestazione d'Italia dedicata all'editoria, alla lettura e alla cultura, fra le più importanti in Europa. Come di consueto, teatro dell'evento sarà il Lingotto di Torino.

Il tema conduttore del Salone 2013 è la creatività, mentre il Cile è il Paese ospite. Inoltre, quest'anno al Salone debutta anche la Regione Ospite, cui è dedicato un fitto programma di scambi ed eventi culturali. L'idea di dedicare un focus particolare ogni anno a una diversa regione italiana, con i suoi autori, la sua industria editoriale, i suoi beni culturali e librari, è nata immediatamente all'indomani del Salone 2012 dall'assessore alla Cultura del Piemonte Michele Coppola e dal suo omologo della Calabria Mario Caligiuri. E è proprio la Calabria la prima Regione ospite.
Ricco, come sempre, il programma della manifestazione e il parterre dei grandi ospiti.

Per maggiori notizie e per tutte le informazioni sull'evento, vi invito a visitare il sito internet della fiera.

martedì 14 maggio 2013

In breve: LETTERE DI UNA MONACA PORTOGHESE


Cinque lettere scritte da una monaca portoghese del XVII secolo e indirizzate a un ufficiale francese che prima l'ha sedotta e amata e poi abbandonata. Cinque lettere brevi ma intense in cui la giovane religiosa riversa tutta la sua disperazione per un amore finito male. Un amore che le ha fatto conoscere i piaceri della carne e il profumo della felicità ma che le ha fatto anche assaggiare il sapore amaro della delusione, improvvisa e inaspettata. Terminata la lettura ti chiedi chi altri, in letteratura, sia riuscito ad esprimere in maniera così struggente, profonda e analitica le tribolazioni di un cuore infranto, ma non trovi risposta.

Apparse anonime a Parigi nel 1669, Le lettere portoghesi costituirono fin da subito un caso letterario. La loro attribuzione, infatti, è stata tra le più controverse della storia letteraria francese. Da un lato si è prestata fede all'autenticità della monaca, cui alcuni eruditi ottocenteschi riuscirono anche a dare un nome e una biografia: quelli di Mariana Alcoforado, nata nel 1640 e vissuta fin dall'età di dodici anni in un convento portoghese. Dall'altro, dopo una serie di ricerche, nel Novecento si è finito nell'identificarne l'autore in Gabriel-Joseph de Lavergne, conte di Guilleragues, cortigiano con prestigiose amicizie letterarie e autore di versi galanti e mondani. Egli, però, non confessò mai di aver scritto l'opera, né mai alcuno dei suoi amici gliela attribuì.

Eccellente edizione questa della Marsilio, con testo francese a fronte, curata nei minimi dettagli, con attenzione certosina, da Brunella Schisa, autrice anche della traduzione e dell'introduzione che ripercorre accuratamente tutta la controversa storia dell'opera. Giovanni Cacciavillani, invece, firma una postfazione dotta e raffinata.

Al di là del mistero, che forse mai sarà risolto, circa la reale identità dell'autore di questo capolavoro della letteratura francese, restano queste cinque epistole potenti, liriche, appassionate che affascinano, commuovono e spiazzano.
VOTO: 5/5

Titolo: Lettere di una monaca portoghese
Titolo originale: Lettres portugaises
Autore: Anonimo
Traduttore: Brunella Schisa
Curatore: Brunella Schisa
Editore: Marsilio (collana Letteratura universale - sotto collana I fiori blu)
Anno: 1991

domenica 12 maggio 2013

Auguri, blog!

Oggi, 12 maggio 2013, Lo scaffale dei libri compie 3 anni!

HAPPY BIRTHDAY, BLOG!

Grazie di cuore a tutti coloro che da tre anni a questa parte mi seguono e mi supportano.
Vi abbraccio tutti!

venerdì 3 maggio 2013

Pillole di saggezza letteraria n.9

Leggere Dostoevskij è imparare che di ogni nostro atto, dei più piccoli come dei più grandi, dobbiamo assumerci fino in fondo la responsabilità, capire fino in fondo la motivazione. Se non lo facciamo sprechiamo la nostra vita, andiamo alla deriva, perdiamo la sola occasione per diventare uomini.
Fausto Malcovati

mercoledì 1 maggio 2013

LE NOTTI BIANCHE. Romanzo sentimentale. (Dai ricordi di un sognatore)

La storia si sviluppa in quattro notti e un mattino, d'estate, in una San Pietroburgo deserta. Protagonista un uomo, un sognatore, un intellettuale isolato dalle vicende mondane e privo di relazioni sociali. Durante una delle sue consuete passeggiate notturne, l'uomo incontra sul lungofiume una giovane donna solitaria e piangente e ne resta affascinato. La ragazza, che si chiama Nasten'ka, è a sua volta colpita da quest'uomo timido e impacciato che cerca di offrirle aiuto. Tra i due si instaura subito un'intesa e una fiducia profonde. Il sognatore e Nasten'ka si rincontreranno nelle tre notti successive, durante le quali, abbandonandosi a lunghe conversazioni, si apriranno l'uno all'altra confidandosi esperienze, debolezze, fantasie, speranze e attese. La strana relazione si interromperà bruscamente senza, però, lasciare rancori. Al mattino del quinto giorno, al sognatore non resterà che una malinconica luce diurna ad illuminare la sua cupa esistenza e il piacevole ricordo di quattro notti durante le quali i suoi sogni sembravano aver assunto una consistenza reale.

Personalmente non ho amato la figura del sognatore in quanto vive una vita che egli stesso definisce "un delitto e un peccato" ma non muove un dito per cambiarla. È un inetto con fisime incomprensibili e pretese assurde nei confronti del mondo, un asociale per volontà fermamente adagiato nella sua ingiustificabile passività. Osserva la vita degli altri sprecando la sua, impiega il suo tempo a fantasticare anziché a vivere. È un uomo buono, sensibile e colto ma non sfrutta queste sue virtù per vivere un'esistenza che sia anche solo minimamente degna d'essere vissuta. Ha un atteggiamento che mi fa rabbia. Ho apprezzato, invece, il personaggio di Nasten'ka che è l'opposto del sognatore. A quest'ultimo - di fronte al quale altre donne, al suo posto, sarebbero scappate - lei offre fin dal primo momento amicizia, ascolto, comprensione e supporto. È una ragazza forte, vitale, allegra nonostante sia obbligata a vivere una vita triste e piatta, nonostante abbia un cuore infranto, nonostante il passato non le abbia sempre sorriso. Punta al cambiamento, lotta per dare fiato alla sua passionalità. Ama, crede, spera. Vive. Racchiude in sé la concretezza della realtà e l'imprevedibilità del sogno.

Nel romanzo si respira a pieni polmoni l'atmosfera rarefatta delle notti pietroburghesi immerse in un assordante silenzio abitato solo dai sussurri dei protagonisti. La notte e il giorno, così come gli stessi personaggi, assumono qui un significato simbolico che anche il lettore più distratto riuscirà a cogliere.
Profondo e introspettivo, solo in apparenza leggero, Le notti bianche è un racconto scritto da Dostoevskij a soli ventisette anni e pubblicato nel 1848 per la rivista Annali Patrii. Delicata premessa dei capolavori futuri del grande autore russo.
VOTO: 4/5

Fëdor Michajlovič Dostoevskij (nella foto a destra) nacque a Mosca nel 1821 da una famiglia benestante. Il suo racconto di esordio, pubblicato nel 1846, Povera gente, lo impose da subito come autore di riferimento. Si distaccò dalla cosiddetta "scuola naturale" e dall’esempio di Gogol’, allora imperante. Dopo l’arresto per motivi politici e la reclusione in Siberia, l’opera di Dostoevskij si caratterizzò per originalità e profondità psicologica, mentre la produzione più matura si incentrò su tematiche morali e religiose. È unanimemente riconosciuto come uno dei maggiori narratori di tutti i tempi. Tra i romanzi e i racconti più apprezzati ricordiamo Memorie dal sottosuolo, Delitto e castigo, L’idiota, I demoni, L’adolescente, I fratelli Karamazov. Morì a San Pietroburgo il 9 febbraio 1881.

Titolo: Le notti bianche. Romanzo sentimentale. (Dai ricordi di un sognatore)
Titolo originale: Belye noči. Sentimental'ny roman
Autore: Fëdor Dostoevskij
Traduttore: Daniela Polato
Curatore: Riccardo Ferrigato
Editore: San Paolo (collana BUC I Narratori)
Anno: 2012

Dal libro sono stati tratti anche due film. Il primo, dal titolo omonimo, è stato girato nel 1957 da Luchino Visconti e vede Marcello Mastroianni e Maria Schell nel ruolo dei protagonisti. Il secondo si intitola Quattro notti di un sognatore, diretto da Robert Bresson nel 1971. Di seguito, il trailer del film di Visconti: