giovedì 16 dicembre 2010

I GIARDINI INCANTATI. Le piante e la magia lunare

Difficile pensare che nella nostra epoca, dominata dalla scienza e dalla tecnologia, esistano ancora persone che credono nell’efficacia dei rituali magici. Eppure è così e lo dimostra il grande successo di pubblico e di critica ottenuto da questo libro di Devon Scott. Un manuale di stregoneria moderna dedicato alle donne che desiderano mettere in pratica un antico e misterioso sapere a loro riservato. L’autrice insegna a costruire un giardino esoterico, suggerisce ricette afrodisiache, di cucina e di bellezza e propone diversi incantesimi che richiedono l’utilizzo di erbe e prodotti della terra. Protagonista silenziosa del testo è la luna con i suoi influssi sulle piante medicinali e magiche.

Nella prima parte del libro, Devon Scott conduce un interessante discorso generale sulla luna, inquadrandola sul piano astronomico, astrologico e mitologico. La seconda parte è ancora più interessante in quanto riporta una selezione di piante tra le più importanti – ma anche tra le più comuni e note – per la salute, la bellezza e la magia, di cui l’autrice descrive con chiarezza le caratteristiche e le indicazioni d’uso. A parer mio il libro perde nella terza parte, dove si entra nel vivo dei rituali esoterici. La Scott indica il materiale necessario e i tempi giusti per officiare le cerimonie magiche; gli incantesimi che propone sono volti a favorire l’amore, la salute, la prosperità e la forza psichica. Premetto che io sono scettica riguardo questo genere di pratiche, perciò il mio è un giudizio soggettivo, ma per scrivere una recensione onesta e super partes ho provato a mettere da parte le mie opinioni in proposito e a calarmi nei panni di chi, a differenza mia, crede nei poteri della magia e si lascia affascinare dai riti a essa correlati. Purtroppo anche in questo caso ho trovato difficoltà ad apprezzare alcune parti del manuale della Scott. Le aspiranti streghe (o gli aspiranti stregoni, perché no?) che decidono di seguire alla lettera le indicazioni dell’autrice non dovrebbero dedicarsi ad altro, dovrebbero passare le loro giornate a cercare erbe da impiegare nei rituali, magari trasferirsi in campagna e preferibilmente da soli, avere tempo e spazi a completa disposizione e spendere i propri soldi in candele colorate, incensi e oggettistica magica. Sinceramente mi risulta difficile comprendere come si possa conciliare questo stile di vita con quello richiesto dalla frenetica società moderna (a meno che non si abbia l’effettiva possibilità di poterlo fare).

Di tutti i riti proposti ho trovato delizioso solo quello della notte delle Fate che non è altro che un semplice quanto originale ringraziamento alla Madre Terra. Ho inoltre apprezzato la scelta dell’autrice di proporre solo rituali di magia bianca, sottolineando la sua ferma condanna della magia nera. In appendice la Scott dispensa consigli per i lavori nell’orto e nel giardino, utili per chi vuole governare la terra prestando attenzione alle fasi lunari. Insomma, un libro calderone in cui l’autrice, da buona strega, mescola erboristeria e magia, sacro e profano. Basandomi sul contenuto, reputo che il prezzo di copertina – 19,00 euro – sia decisamente esagerato.
VOTO: 3/5


Devon Scott (nella foto a destra) è nata nel 1951. Studiosa di folklore e tradizioni magico-iniziatiche dell'Europa Occidentale e dell'area mediterranea, ha tenuto corsi, conferenze e seminari, ha collaborato con riviste in Italia e all'estero, con TV private (con anche corsi di psicologia applicata all'astrologia) e siti web esoterici; è tra i soci fondatori del sito Spazio Magico. Autrice di racconti a tema esoterico e fantastico, ha pubblicato diversi libri tra cui Tradizioni Perdute, Podomazia, Le piante del fascino, Il Cerchio di Fuoco. Vive in Italia, in provincia di Imperia.

Titolo: I giardini incantati. Le piante e la magia lunare
Autore:
Devon Scott
Editore: Venexia (collana Le Civette di Venexia)
Anno: 2006

sabato 11 dicembre 2010

ELOGIO DELLA FOLLIA

Ironica, irriverente, sorprendentemente attuale, Elogio della follia è l’opera più famosa, amata e discussa del grande umanista Erasmo da Rotterdam.

A parlare è la follia in prima persona che tesse le lodi di se stessa e critica tutte le categorie del genere umano smascherandone le ipocrisie, le miserie e le debolezze. La follia non risparmia nessuno e così anche papi, cardinali, vescovi, monaci, re, filosofi, giuristi, poeti vengono spogliati del loro manto di sapienza e autorevolezza e messi a nudo nei loro vizi e difetti. Ed ecco che la follia si rivela saggezza, dicendo le cose come stanno, senza indugio e peli sulla lingua. Ma l’Elogio non è solo una critica giocosa, un paradosso intellettuale, è anche la riproposta del messaggio evangelico nella sua purezza, autenticità e forza morale; è il richiamo ai veri valori cristiani.

Un significato profondo immerso in un testo semplice e chiaro. Nonostante i numerosi riferimenti al mondo classico e alla mitologia greco-romana, la lettura è alla portata di tutti, dotti e meno dotti. Stupisce la modernità dell’opera scritta nel 1511, a dimostrazione del fatto che i tempi passano, ma certe abitudini non cambiano (è proprio il caso di dire che l’Elogio è un classico senza tempo). Stupisce lo stesso Erasmo, un uomo di chiesa, che senza timore sferra un duro attacco al malcostume dei potenti e soprattutto degli ecclesiastici. Peccato per quella punta di maschilismo – Erasmo paragona le donne agli animali, considerandole esseri privi di razionalità che agiscono per istinto – che, da donna, mi ha fatto storcere un po’ il naso. Ma in fondo è comprensibile, Erasmo era un uomo del suo tempo, un tempo in cui le donne erano tenute in scarsissima considerazione. Per il resto, il lettore non può che trovarsi d’accordo con l’autore e applaudire il discorso che fa la “sua” follia. Da elogiare!
VOTO: 4.5/5

Erasmo da Rotterdam (a destra, in un dipinto di Hans Holbein il Giovane, del 1523) nacque in Olanda nella notte fra il 27 e il 28 ottobre, secondo alcuni del 1466, secondo altri del 1469. Teologo, filosofo e massimo esponente dell’Umanesimo cristiano, firmò i suoi scritti con lo pseudonimo di Desiderius Erasmus. La sua opera più conosciuta è l’Elogio della follia che dedicò all’amico Thomas More. Morì a Basilea nella notte fra l’11 e il 12 luglio 1536.

Titolo: Elogio della follia
Titolo originale: Moriae encomium, id est, stulticiae laus
Autore: Erasmo da Rotterdam
Curatore: Eugenio Garin
Editore: Mondadori (collana Oscar classici)
Anno: 1992