martedì 31 dicembre 2013

Classifica dei libri letti nel 2013

Augurandovi di trascorrere un sereno e allegro ultimo giorno dell'anno, vi lascio la mia personale classifica dei libri che ho letto nel 2013, divisa in tre categorie: Bellissimi, Belli, Brutti.

BELLISSIMI

Lettere di una monaca portoghese di Anonimo

La vendetta della melanzana di Bulbul Sharma

Il toro non sbaglia mai di Matteo Nucci

Un pappagallo sull'albero del pepe di Chris Stewart

BELLI

Ernani di Victor Hugo

Il gabbiano di Anton Čechov

Nostalgia del cielo di Christina Rossetti

Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij

Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett

Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen

Violetta di Giana Anguissola

La Nona di Beethoven di Harvey Sachs

BRUTTI

Un ponte sull'eternità di Richard Bach

martedì 24 dicembre 2013

domenica 22 dicembre 2013

Citazione libresca n.21

[...] Mi riempii i polmoni dell'inconfondibile odore delle città spagnole - caffè, aglio e tabacco scuro - mi rimisi in spalla lo zaino e mi incamminai verso casa. Mi piace fare a piedi l'ultimo pezzo di strada, quando torno da un viaggio: ha un che di romantico e mi dà la possibilità di godermi paesaggi e suoni della campagna. [...]

da Un pappagallo sull'albero del pepe di Chris Stewart.

venerdì 20 dicembre 2013

Di prossima lettura, n.16

I prossimi libri che leggerò e recensirò qui su Lo scaffale dei libri sono:


Il castello dei destini incrociati di Italo Calvino. Un gruppo di viaggiatori che - per un complesso di circostanze diverse - hanno perso la parola, si ritrovano in un castello. L'unico mezzo che hanno per comunicare è rappresentato da un mazzo di tarocchi. Un romanzo composto da tante storie intrecciate.


Nina di Daphne Kalotay. Ambientata nel mondo del balletto, una storia di amore, passione e tradimento sullo sfondo di una Russia affascinante e suggestiva.

giovedì 12 dicembre 2013

Alla vostra attenzione, n.10

Miei cari lettori,
voglio segnalarvi un libro che qualche giorno fa è giunto fra le mie mani: Isabella Morra. Le ragioni di una tragedia di Antonio Cirillo, SiriS Editore.


Isabella Morra è nata e vissuta a Valsinni di Matera nella prima metà del '500. Secondogenita del barone di Favale, fu uccisa dai suoi fratelli a causa del suo amore clandestino con Diego Sandoval de Castro, nobile spagnolo, anche lui ucciso. Isabella, poetessa, ha lasciato dieci sonetti e tre canzoni che sono la testimonianza del suo desiderio di libertà e amore. Un desiderio che, grazie alla poesia, sopravvive alla cieca crudeltà e all'odio sordo dei suo carnefici.

Rimasta nel totale oblio per quasi cinquecento anni, Isabella Morra è risorta a vita nuova negli ultimi ottant'anni grazie a Benedetto Croce che ne ha scoperto la triste storia. Oggi, Isabella è considerata una sorta di eroina (soprattutto nella sua terra, la Basilicata) e a lei sono dedicate opere letterarie e cinematografiche e numerose manifestazioni artistiche e culturali.

Alla ricca bibliografia sulla figura di Isabella si aggiunge, dunque, questo libro di Antonio Cirillo che è suddiviso in tre parti: una prima, storica, in cui l'autore parla dei luoghi, del tempo e della mentalità all'epoca della vicenda, nonché dei suoi protagonisti; una seconda che è costituita da un dramma in due atti dal titolo La colomba bianca (Isabella Morra) scritto sempre da Antonio Cirillo e una terza in cui sono raccolte le tredici rime composte dalla poetessa lucana.

Un libro, quindi, che si preannuncia molto interessante e che a breve mi appresterò a leggere. Dopo la lettura, proverò a parlarvene più accuratamente attraverso la consueta recensione in cui esporrò, come sempre, anche le mie impressioni.
Nel frattempo, spero che, attraverso questa presentazione, io abbia stimolato la vostra curiosità nei confronti di questo testo e dell'affascinante figura di Isabella Morra.

Antonio Cirillo, magistrato di Cassazione, presidente del Tribunale di Lagonegro, è nato a Boscotrecase (in provincia di Napoli) e vive a Scafati.
Giornalista pubblicista, ha collaborato con Il Mattino e Il Roma ed ha diretto il periodico Il Nuovo Vesuvio. È autore di numerose opere pubblicate da SiriS Editore.

Antonio Cirillo

domenica 8 dicembre 2013

In breve: LA VENDETTA DELLA MELANZANA


Tredici racconti di vita quotidiana attraverso cui Bulbul Sharma ci offre un delizioso assaggio della sua affascinante India. Protagonista la cucina indiana, colorata, speziata, saporita. Presenti alla fine di ogni racconto invitanti ricette facili da preparare. La narrazione, fluida e accattivante, è condita da una generosa dose di umorismo che rende la lettura ancora più appetitosa. In appendice, un utilissimo glossario chiarisce il significato di alcuni termini relativi a cibo, rituali, indumenti ed altro che si incontrano durante la lettura.

Un libricino ben strutturato, semplice nella sua originalità, divertente e goloso che ci avvicina ad una cultura lontana e affascinante, molto diversa dalla nostra.
Una lettura consigliatissima, soprattutto agli amanti dell'India e della buona tavola.
VOTO: 5/5

Bulbul Sharma

Titolo: La vendetta della melanzana
Titolo originale: The anger of aubergines
Autore: Bulbul Sharma
Traduttore: Tatiana Moroni e Sara Radaelli
Editore: Marcos y Marcos (collana Gli alianti)
Anno: 2001

lunedì 2 dicembre 2013

In breve: ORGOGLIO E PREGIUDIZIO


Il romanzo racconta le vicende della famiglia Bennet, padre, madre, e cinque figlie, che vivono a Longbourn, piccolo paese nella contea di Hertfordshire. La signora Bennet ha come unico scopo nella sua vita quello di trovare un buon partito per ciascuna delle sue figlie. Così, quando dalle loro parti si trasferisce il ricco scapolo Bingley, accompagnato dall'amico, altrettanto ricco scapolo, Darcy, la signora parte immediatamente all'assedio. Non ha però fatto i conti con il peso delle barriere sociali e con i loro riflessi psicologici, l'orgoglio e il pregiudizio, tanto forti che il suo progetto sembrerà destinato a fallire. Ma intrighi, rivelazioni inaspettate e controversie varie, condurranno la vicenda al lieto fine e i giovani protagonisti della storia saranno finalmente capaci di ascoltare il sentimento più vero nascosto in fondo al loro cuore: l'amore.

Con Orgoglio e pregiudizio, considerato il suo capolavoro, Jane Austen ci mostra un quadro della realtà sociale in cui lei stessa visse, ovvero la borghesia inglese di campagna degli inizi del XIX secolo. I temi affrontati sono l'educazione della donna, il matrimonio, i rapporti tra i due sessi. Con grande anticipo sui tempi, la scrittrice dimostra di intendere il matrimonio non come una tappa obbligata (soprattutto per la donna) ma come l'unione fra due esseri per una crescita reciproca, fondata sulla comprensione e soprattutto il rispetto. Grazie alla sua straordinaria capacità di introspezione psicologica abbinata ad una sottile e costante ironia, l'autrice descrive il potere coercitivo della società e la sua influenza nella vita privata.

Storia, a mio parere, non particolarmente emozionante, ma dai contenuti profondi affrontati con maestria dalla scrittrice. Venata, molto probabilmente, di autobiografismo, Orgoglio e pregiudizio è l'opera più nota e amata di Jane Austen. Un grande classico della letteratura inglese di indiscusso valore.
VOTO: 4/5

Jane Austen

Titolo: Orgoglio e pregiudizio
Titolo originale: Pride and prejudice
Autore: Jane Austen
Traduttore: Cecilia Montonati
Editore: Giunti (collana Nuovi Acquerelli)
Anno: 2012

martedì 19 novembre 2013

lunedì 18 novembre 2013

lunedì 21 ottobre 2013

IL GIARDINO SEGRETO

Mary Lennox è una bambina inglese cresciuta in India. Dopo l'improvvisa morte dei genitori, va a vivere presso lo zio in un'antica e lussuosa dimora in Inghilterra. Qui Mary - che è una ragazzina egoista, scontrosa e testarda - riesce, con il tempo, a modificare in positivo il suo carattere e a fornire un valido aiuto anche al giovane Colin, il cugino non meno viziato, capriccioso e ostinato di lei, che vive da sempre nella solitudine della sua camera. Un ruolo importante in questo radicale cambiamento acquistano la natura, la vita all'aperto e l'amicizia con Dickon, un loro straordinario coetaneo che comunica con gli animali.
Nel romanzo si susseguono anche diversi misteri: i lunghi e inspiegabili viaggi dello zio di Mary, i pianti e le grida che si sentono di notte nel castello e, soprattutto, il divieto di entrare in un giardino chiuso da anni...

La natura e l'amicizia sono le due vere protagoniste di questo romanzo. Esse hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo della vicenda: rappresentano la cura e la soluzione ai mali dell'anima; entrambe, nella loro autenticità e con la loro forza, infondano energia e gioia di vivere, leniscono le amarezze della vita e rendono persone migliori, non solo dentro ma anche fuori. Il messaggio è chiaro: le persone, le amicizie, così come le piante e i fiori, vanno coltivate con pazienza e amore. Solo in questo modo si può trarre da esse il massimo splendore.

Non è una sorpresa constatare che, spesso, gli insegnamenti migliori - sul valore della vera amicizia, sulla profondità dell'amore, sulla poesia della natura, sulla bellezza della vita - arrivano più dai libri destinati ai bambini (come nel caso de Il giardino segreto, appunto) che dalla letteratura per "adulti".

Nato dalla penna di Frances Hodgson Burnett - autrice, tra gli altri, de Il piccolo Lord e La piccola principessa - Il giardino segreto è un romanzo da cui sono stati tratti numerosi film, qualche serie televisiva e persino un cartone animato giapponese.
Una lettura destinata ai giovanissimi ma adatta a qualsiasi età.
VOTO: 4/5

Frances Hodgson Burnett (nella foto a destra) nacque a Manchester il 24 novembre 1849. Emigrò a Knoxville, Tennessee, negli Stati Uniti dopo la morte di suo padre nel 1864. Dopo la morte della madre, la diciottenne Frances iniziò a scrivere per aiutare la famiglia che viveva in cattive condizioni finanziarie. I suoi scritti cominciarono ad essere pubblicati regolarmente in alcune riviste statunitensi. Il suo principale talento di scrittrice consisteva nel combinare dettagli realistici della classe lavoratrice con una trama romantica.
Nel 1873 si sposò con il Dottor Swan M. Burnett di Washington D.C. Il suo primo romanzo, That Lass o' Lowrie's, fu pubblicato nel 1877.
Nel 1886 pubblicò Il piccolo Lord. Inizialmente pensato come libro per bambini, suscitò molto interesse nelle madri. Il libro vendette più di mezzo milione di copie. Nel 1888 vinse un processo in Inghilterra sui diritti d'autore per Il piccolo Lord, stabilendo un precedente che fu inserito nella legge britannica sul copyright nel 1911.
Nel 1898 Frances divorziò dal Dr. Burnett. Successivamente, nel 1900, si risposò con Stephen Townsend, il suo business-manager. Il secondo matrimonio durò meno di due anni, terminando nel 1902.
I suoi ultimi lavori includono Sara Crewe - successivamente riscritto come La piccola principessa - e Il giardino segreto.
Nel 1893 pubblicò le memorie della sua gioventù, The One I Knew Best of All. Dalla metà degli anni '90 dell'800 visse in Inghilterra, ma nel 1909 tornò negli Stati Uniti dopo essere diventata una cittadina americana nel 1905.
Dopo la morte del suo primo figlio Lionel, nel 1890, la Burnett si avvicinò ad uno spiritualismo che apparentemente fu di conforto per il suo dolore. Durante la Prima guerra mondiale, la Burnett, nel romanzo The White People, scrisse ciò che secondo lei accade dopo la morte.
Frances Hodgson Burnett morì a Plandome, New York, il 29 ottobre 1924 ed è sepolta nel vicino cimitero di Roslyn, vicino al figlio Vivian. L'effigie a grandezza naturale del figlio Lionel è situata ai suoi piedi.

Titolo: Il giardino segreto
Titolo originale: The secret garden
Autore: Frances Hodgson Burnett
Traduttore: Serenella Settembre
Curatore: Maria Rosaria Paolella Grassi
Editore: Marco Derva
Anno: 1996 

giovedì 10 ottobre 2013

Premio Nobel per la letteratura 2013

La scrittrice canadese Alice Munro è la vincitrice del premio Nobel per la letteratura 2013. Definita dall'Accademia Svedese "maestra del racconto breve contemporaneo".

mercoledì 2 ottobre 2013

Alla vostra attenzione, n.9

Mariachiara Cabrini mi ha segnalato il suo libro I colori della nebbia, Harlequin Mondadori editore, scritto a quattro mani con Francesca Cani. Ed è con grande piacere che io, a mia volta, lo segnalo a voi lettori del mio blog.


Trama: Italia, 1815. Mantova, stretta nella morsa del nebbioso autunno, non è più un luogo sicuro per Matilde Vicolini. Dopo essere stata testimone di un orribile delitto, la giovane cerca di farsi forza e tornare a vivere, ma la strada per riconquistare la serenità è ancora lunga. La buona società è in fermento per la visita dell’Imperatore d’Austria, e quando la giovane incontra William Roschmann, a un ballo, ogni sua certezza vacilla. William è un ufficiale austriaco, ferito nel corpo e nell’anima durante la battaglia di Austerlitz. Fra loro è subito passione, ma una serie di attentati minaccia la vita di Matilde e ogni promessa di felicità sembra svanire. Fra complotti, delitti e il nascente fervore indipendentista che attraversa la città, riuscirà il coraggio di un uomo a mantenere la pace nel Lombardo-Veneto? E l’amore di Matilde sopravvivrà alle tenebre?

Una storia d'amore d'altri tempi, dunque, che affascinerà sicuramente gli spiriti più romantici e sognatori.

Il libro è acquistabile sul sito eharmony.it e, a partire dal 2 ottobre 2013, nelle edicole e nei supermercati di tutta Italia, al prezzo di 6,00 euro.
Per maggiori informazioni, potete fare un salto nel sito Mary e Frances Shepard, dove troverete anche il booktrailer.

Mary e Frances Shepard (al secolo Mariachiara Cabrini e Francesca Cani) sono amiche e accanite lettrici, si sono conosciute alla facoltà di Storia dell’Arte dell’Università di Verona e da allora hanno condiviso la passione per il genere romance e per la scrittura. Vivono e lavorano a Mantova. I colori della nebbia è il loro romanzo d’esordio.

Francesca Cani e Mariachiara Cabrini

domenica 22 settembre 2013

Citazione libresca n.20

[...] Ma le reazioni perplesse sono comprensibili. Dopotutto, la Nona Sinfonia era la visione protoromantica trasformata in suono, l'irrazionalità resa plausibile, l'assurdo realismo diventato realizzabile. Nel 1824 neanche lo stesso Beethoven, per non parlare di quel primo gruppo di ascoltatori causali e senza dubbio completamente disorientati, avrebbe potuto cogliere la grandezza di ciò che era stato realizzato.

da La Nona di Beethoven di Harvey Sachs.

Ludwig van Beethoven in un ritratto del 1820 di Joseph Karl Stieler

lunedì 9 settembre 2013

domenica 8 settembre 2013

Premio Campiello 2013

Ugo Riccarelli con il suo romanzo L'amore graffia il mondo (edito da Mondadori) vince il Premio Campiello 2013, ottenendo 102 voti sui 289 della giuria di lettori. Per la prima volta nella storia del Campiello ha vinto uno scrittore morto prima della serata finale. Riccarelli, infatti, è scomparso lo scorso 21 luglio. Il premio, consegnato come di consueto nel Teatro La Fenice di Venezia, è stato ritirato dalla moglie dello scrittore, Roberta Bortone.

L'amore graffia il mondo, con cui l'autore ha voluto rendere un omaggio a tutte le donne, vede protagonista Signorina, una donna tenera, fragile e determinata. Il romanzo racconta le vicende di una famiglia e parla di rinunce, sacrifici, dagli anni Venti ai giorni del benessere.

Ugo Riccarelli nasce a Cirié, in provincia di Torino, il 3 dicembre 1954. Figlio di genitori di origini toscane, frequenta la Facoltà di Filosofia presso l'Università degli Studi di Torino.
Collabora con diverse testate giornalistiche e riviste tra le quali La Repubblica, Il Sole 24 Ore, Grazia, Il Corriere della Sera. Lavora all'ufficio stampa del Comune di Pisa e negli ultimi anni a Roma, dove muore il 21 luglio 2013 all'età di 58 anni. In precedenza, si sottopone, in Inghilterra, ad un doppio trapianto di cuore e polmone.
I suoi libri sono tradotti in diverse lingue e pubblicati in numerosi paesi.

Ugo Riccarelli

Robera Bortone Riccarelli ritira il premio

sabato 24 agosto 2013

Pillole di saggezza letteraria n.10

I libri che gli uomini chiamano "immorali" sono semplicemente libri che mostrano al mondo la sua vergogna. Tutto qui.
Oscar Wilde

Oscar Wilde

martedì 13 agosto 2013

Di prossima lettura - Estate 2013, n.1

I prossimi due libri che leggerò e recensirò qui su Lo scaffale dei libri sono:


Il toro non sbaglia mai di Matteo Nucci. Un romanzo, un saggio, una riflessione filosofica. Sulla corrida, sulla vita, sulla morte.


Un pappagallo sull'albero del pepe di Chris Stewart. Dopo Una casa tra i limoni, continua l'appassionato e divertito resoconto di Chris Stewart, ex batterista dei Genesis, che ha lasciato l'Inghilterra per vivere in una grande fattoria nella campagna andalusa, a sud di Granada.

lunedì 5 agosto 2013

UN PONTE SULL'ETERNITÀ. Una storia d'amore

Un ponte sull'eternità è l'autobiografia di Richard Bach. O meglio, è il racconto di una parte della vita di Richard Bach, l'autore de Il gabbiano Jonathan Livingston.
Richard, scrittore e pilota d'aviazione dallo stile di vita naïf, si ritrova improvvisamente milionario grazie all'enorme successo ottenuto dalla pubblicazione del suo primo libro. Mentre cerca un metodo per gestire al meglio la pioggia di dollari che gli si è riversata addosso prendendolo alla sprovvista, Richard non perde di vista il suo principale obiettivo: trovare l'anima gemella, la donna ideale con la quale condividere la sua vita. L'affannosa ricerca, dopo una serie di fallimentari avventure, lo conduce al risultato sperato. E il risultato si chiama Leslie Parrish, nota attrice, bella e brava. Il rapporto fra i due, però, soprattutto all'inizio, non sarà tutto rose e fiori, ma costellato da forti incomprensioni e furibondi litigi. Ostacoli che i due amanti riusciranno a superare grazie alla forza dell'amore che li unisce.

Il libro parte bene. Il racconto all'inizio è appassionante, poi però, superati i primi capitoli, annega in un fiume di chiacchiere lunghe e noiose, come le dettagliate descrizioni degli aeromobili guidati da Bach.
Richard e Leslie sono due personaggi insopportabili. Richard ha dei modi di fare e di pensare che sfiorano l'assurdo, un carattere bizzarro che suscita antipatia profonda, tanto da condurre la stessa Leslie sull'orlo di una crisi di nervi. Leslie, dal canto suo, è descritta come una specie di Wonder Woman: bella, ricca, famosa, attrice di successo, paladina della giustizia, impegnata attivamente nel sociale, musicista e musicologa sui generis, tuttologa, dotata di un'intelligenza superiore alla norma, pratica e risolutiva in ogni intricata situazione, e poi paziente, dolce, sensibile, ironica, raffinata... insomma, è talmente perfetta da fare schifo!
I dialoghi fra i due sono insulsi e melliflui, mentre improbabile è il loro modus vivendi. Nel testo la punteggiatura va più volte a farsi benedire, inoltre la traduzione - curata da Pier Francesco Paolini - non mi ha convinta.

Credevo con questa sorta di autobiografia, Richard Bach avesse qualcosa di interessante ed originale da insegnarci sull'amore, invece non fa altro che ribadire concetti scontati, noti anche ai sassi. Una lettura portata avanti a fatica. Fatta eccezione per un paio di riflessioni profonde e poetiche, il resto è da dimenticare. Un'autentica delusione.
Un ponte sull'eternità è la pretesa di Richard Bach di spiegare ai lettori, attraverso l'esempio della sua esperienza sentimentale con Leslie Parrish, il significato dell'amore eterno e indistruttibile e dell'anima gemella, quella vera, unica, insostituibile, quella che ti cambia in meglio e ti insegna a volare, quella che una volta trovata non la lasci più. Morale della favola? Richard e Leslie hanno divorziato nel 1999, dopo solo 22 anni d'amore. Pochi mesi dopo il divorzio, Richard è già unito in matrimonio ad un'altra donna.
VOTO: 2/5

Richard Bach (nella foto a destra) è nato a Oak Park (Illinois, Usa) il 23 giugno 1936. Prima di dedicarsi alla narrativa, è stato pilota riservista per l'U.S. Air Force, scrittore di manuali tecnici per la Douglas Aircraft Company e anche pilota acrobatico. La sua passione per l'aviazione marcherà, in modo più o meno evidente, gran parte della sua produzione letteraria, dalle prime opere dove è citata direttamente a quelle più recenti dove il volo diventa una complessa metafora della vita.
Ha avuto sei figli dalla sua prima moglie, Bette, da cui ha divorziato nel 1970. Nel 1993, suo figlio Jonathan, giornalista, ha scritto un libro in cui analizza il controverso rapporto con il padre: A Reunion of Father and Son. Nel 1973 durante la lavorazione del film tratto dal libro Il gabbiano Jonathan Livingston, conosce l'attrice Leslie Parrish, che diventerà, nel 1977, la seconda moglie. Nel 1999, Bach ha poi divorziato anche da lei, per risposarsi nell'aprile dello stesso anno con Sabryna Nelson-Alexopoulos.
Il 1º settembre 2012 ha un incidente con il proprio idrovolante e viene ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Dopo quattro mesi viene dimesso dall'ospedale. Da questa esperienza Bach racconta di aver avuto l'ispirazione per il completamento della quarta parte de Il gabbiano Jonathan Livingston, originalmente pubblicata in tre sezioni.
Attualmente vive e lavora a Seattle.

Titolo: Un ponte sull'eternità. Una storia d'amore
Titolo originale: The bridge across forever
Autore: Richard Bach
Traduttore: Pier Francesco Paolini
Editore: BUR Rizzoli (collana Narrativa)
Anno: 2008

martedì 23 luglio 2013

Letture universitarie, n.2

Miei cari lettori,
come procede la vostra estate? Spero bene. Io alterno momenti di relax a momenti di studio. Studio, sì, avete capito bene. Purtroppo gli esami non finiscono mai. Si chiude una sessione e si riapre subito un'altra, lasciandoci poco tempo a disposizione per riprendere fiato. A settembre mi aspetta un esamone: Storia della musica moderna e contemporanea. E poiché la mole di argomenti da studiare è abbastanza grossa, faccio bene a prepararmelo già da ora.
Oltre ai manuali di base su cui studiare, il docente ci ha dato da leggere anche un libro: La nona di Beethoven di Harvey Sachs.


Il tenore Plácido Domingo ha definito questo libro "una visione molto intima e affettuosa di Beethoven e della sua ultima sinfonia, ma anche un affascinante affresco storico". Io credo che si tratti di un testo veramente molto colto ed interessante. E me lo auguro, dal momento che non devo solo leggerlo ma anche studiarlo. Tra qualche giorno darò inizio alla lettura, poi vi farò sapere. Nel frattempo, se c'è qualcuno tra di voi - magari appassionato di musica - che ha letto questo saggio, si faccia pure avanti perché sarei curiosa di conoscere la sua opinione ;-)

lunedì 22 luglio 2013

Premio Bancarella 2013

Ti prego lasciati odiare di Anna Premoli vince la 61esima edizione del Premio Bancarella.

Edito da Newton Compton, il libro racconta la storia di rivalità e di amore fra Ian, ricco economista, e Jennifer, avvocato fiscalista dalla carriera brillante. Dopo anni trascorsi a farsi la guerra, i due sono costretti un giorno a lavorare su uno stesso progetto e da qui ha inizio la loro fiaba moderna.

Ti prego lasciati odiare costituisce il primo caso italiano di self-publishing di successo. Pubblicato in formato e-book dal marito dell’autrice che l’aveva scritto quasi per gioco, il romanzo ha ottenuto un enorme successo in rete, tanto da suscitare l’attenzione della Newton Compton, che ne ha acquistati i diritti.

Anna Premoli è nata nel 1980 in Croazia. Nel 1987 si è trasferita a Milano, dove si è laureata in Economia dei mercati finanziari, presso la Bocconi. Ha lavorato alla J. P. Morgan e, dal 2004, al Private Banking di una banca privata, dove si occupa di consulenza finanziaria e ottimizzazione fiscale. La matematica è sempre stata il suo forte, la scrittura invece è arrivata per caso, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza. Ti prego lasciati odiare è stato pubblicato in e-book nell’estate 2012, ed è subito salito ai primi posti nella classifica dei libri più scaricati.

Anna Premoli dopo la consegna del premio

lunedì 15 luglio 2013

Alla vostra attenzione, n.8

Ivano Mingotti mi ha segnalato il suo libro Sotto un sole nero, DEd'A editore, ed è con grande piacere che io, a mia volta, lo segnalo ai lettori del mio blog.


Sinossi: in un presente alternativo, un governo totalitario sembra gestire la vita dell’intera popolazione umana. I “cittadini” vivono in un regime di terrore e di ferree regole dettate dal Ductor. Apparentemente salvatore della specie, dopo il disastro ecologico, il Ductor “protegge” il popolo sotto un sole nero, nel silenzio e nell’alienazione in cui sono ridotti, sotto un regime che marcia per le strade “Per la pace. Per la quiete. Per il sangue dei nemici”. Ma un’ulteriore minaccia da parte di invasori esterni sembra minare questo equilibrio. Nove vite si intrecciano, ci raccontano e ci conducono verso un epilogo inaspettato.

Un testo che si preannuncia interessante, avvincente, attuale e, forse, profetico. Io prossimamente leggerò questo libro e poi, ovviamente, lo recensirò qui su Lo scaffale dei libri. Nel frattempo, miei cari lettori, vi invito a fare un salto nel blog dell'autore, dove troverete alcuni suoi racconti brevi ed estratti dei suoi libri.

Ivano Mingotti è nato l'8 gennaio 1988 a Desio, provincia di Monza e Brianza. Lavora per Esselunga spa come commesso. Appassionato scrittore, nel 2009 pubblica Storia di un boia e con questo romanzo partecipa al Moonlight Festival 2011. Nel 2010 pubblica Solo gli Occhi, mentre nel 2011 esce Stati Uniti d'Aspirina, ideale sequel di Solo gli Occhi. Nel dicembre del 2011 pubblica Sotto un sole nero.

Ivano Mingotti

giovedì 11 luglio 2013

L'angolo della poesia, n.2


Nostalgia del cielo di Christina Rossetti.

Versi delicati nati dalla penna di una donna sensibilissima.
Versi semplici che attingono alla natura e al sovrannaturale.
Versi profondi alimentati da un forte spirito religioso.
Versi, forse, autobiografici: confessione di una vita segreta, espressione e rivelazione di un'anima costretta a vivere nell'ombra.
Poetico risultato di un'acuta osservazione di alcune problematiche esistenziali.

Con testo inglese a fronte, la versione italiana di Silvio Raffo mantiene nella maggior parte dei casi la struttura metrica dell'originale e persino le rime: una "fedeltà" che raramente si raggiunge nella difficile opera di ricreazione di un testo poetico in un'altra lingua e che richiede non solo competenza tecnica, ma una particolare sintonia di spirito con l'autore di cui si cerca di ricostruire il messaggio.

Christina Rossetti

Titolo: Nostalgia del cielo
Autore: Christina Rossetti
Traduttore: Silvio Raffo
Curatore: Silvio Raffo
Editore: Le Lettere (collana Il Nuovo Melograno)
Anno: 2006

venerdì 5 luglio 2013

Premio Strega 2013

Walter Siti trionfa alla 67esima edizione del Premio Strega. Con il suo Resistere non serve a niente (edito da Rizzoli), lo scrittore modenese si aggiudica - ottenendo 165 su 412 voti espressi - il riconoscimento letterario italiano più ambito.

Resistere non serve a niente è la storia di Tommaso, un ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza, che soffre di un complesso di Edipo irrisolto e vive di inconfessabili frequentazioni. Il suo è un mondo dove il dio denaro domina su tutto e l'unico valore da perseguire è il possesso: così il suo ritratto diventa un'indagine delle deformazioni dell'epoca contemporanea.

Walter Siti è nato a Modena il 20 maggio 1947. Formatosi alla Scuola Normale Superiore di Pisa, ha insegnato nelle Università di Pisa, Cosenza, L'Aquila, e attualmente è in pensione. Ha pubblicato due volumi di critica letteraria, Il realismo dell'avanguardia e Il neorealismo nella poesia italiana; ha pubblicato inoltre su varie riviste italiane e straniere saggi su Montale, Penna, Pierpaolo Pasolini e sulla poesia italiana contemporanea. A partire dagli anni '90 ha cominciato a pubblicare anche romanzi.
Nel 2007 è stato finalista del Premio Bergamo; nel 2009 ha vinto il premio letterario Dedalus.
Dal novembre del 2008 tiene su La Stampa di Torino una rubrica di televisione intitolata La finestra sul niente.
Nel 2012 è nel cast del programma di Italia 1 La Scimmia come preside.

Walter Siti dopo la proclamazione

mercoledì 3 luglio 2013

Assenza giustificata

Miei cari lettori,
vogliate scusarmi se per tutto il mese di giugno non ho aggiornato Lo scaffale dei libri, ma la mia latitanza è giustificata: esami universitari. Ora, però, che ho assolto i miei impegni di studio, posso finalmente ritornare a rivolgere energie ed attenzioni al mio amato blog.

Prossimamente, dunque, pubblicherò le recensioni di Un ponte sull'eternità di Richard Bach e Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett, un nuovo post per L'angolo della poesia e poi notizie, segnalazioni, avvisi di prossime letture ed altro ancora.

Pronti a ripartire? Io sì!
Continuate a seguirmi ;-)
Un abbraccio!

mercoledì 19 giugno 2013

Citazione libresca n.19

[...] La vanità e l'orgoglio sono due cose diverse, sebbene questi vocaboli vengano usati spesso come sinonimi. Una persona può essere orgogliosa senza essere vanitosa. L'orgoglio è legato più all'opinione che abbiamo di noi stessi, la vanità a quello che vorremmo che gli altri pensassero di noi.

da Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen.

Keira Knightley e Matthew MacFadyen in una scena del film Orgoglio e prgiudizio, diretto nel 2005 da Joe Wright e tratto dall'omonimo romanzo di Jane Austen

mercoledì 29 maggio 2013

Alla vostra attenzione, n.7

Sara Schiarizza mi ha segnalato l'ultimo libro di un suo carissimo amico ed è con grande piacere che io, a mia volta, lo segnalo ai lettori del mio blog. Si tatta di Vimini di Donato Cutolo, con colonna sonora - su cd allegato al volume - di Fausto Mesolella, chitarrista degli Avion Travel, edito da Zona.


Trama: i genitori, la famiglia, il luogo delle origini e la sua gente sono l’imprinting primario della nostra vita, e ne segnano il corso nel bene come nel male. Vimini Mart è una adolescente dalla vita difficile, che dopo tre anni in Francia torna in Italia, a San Timo, il paese dov’è nata e cresciuta, dove suo padre Pierre - ricco vignaiolo d’oltralpe - conobbe e sposò sua madre Lara, ragazza debole e perduta tra miseria e sogni di grandezza. Vimini tenta di riannodare i fili di una vita che, dalla morte di nonna Cecilia, non è né sarà più la stessa. Ritrova Sacco, il vicino di casa ch’è come un fratello maggiore, e Remo, il compagno di giochi con cui ha scoperto i miracoli della natura e il magico - e tragico - potere divinatorio degli arcobaleni, solari e lunari. Potere al quale, purtroppo, pare proprio impossibile sfuggire.

Booktrailer:


Non so voi, ma a me la trama affascina moltissimo e spero di avere presto l'occasione di leggere questo libro che si preannuncia emozionante e originale.

Donato Cutolo, scrittore, compositore di colonne sonore, sound engineer, ha esordito in campo letterario nel 2009 con il libro + cd Carillon, che diventa in pochi mesi un piccolo grande caso editoriale per copie vendute. Per maggiori informazioni, visitate il suo sito internet.

Fausto Mesolella, pluripremiato chitarrista, compositore, produttore e arrangiatore, lead guitar degli Avion Travel, ha pubblicato il libro + cd I piaceri dell’orso e il cd Suonerò fino a farti fiorire.

Donato Cutolo (a destra) e Fausto Mesolella

venerdì 24 maggio 2013

Festa del libro 2013

Il 23 maggio si celebra in tutta Italia la Festa del libro. La giornata fa da chiusura a Il Maggio dei Libri, la grande campagna di promozione del libro e della lettura, che per un mese anima il paese con migliaia di eventi organizzati da diversi enti.

La campagna, promossa dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, inizia il 23 aprile, in coincidenza con la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore promossa dall'UNESCO, e culmina, come appena detto, il 23 maggio con la Festa del libro.
La denominazione scelta per la campagna, Il Maggio dei Libri, pone l'accento su un mese che nella tradizione popolare italiana è legato alle feste per il risveglio della natura e richiama l'idea di crescita e maturazione, ma anche di allegria e di piacere: tutti concetti collegati alla lettura.

Lo scopo della campagna è quello di portare i libri tra la gente, distribuirli, farli conoscere, connotandoli di un forte valore sociale e affettivo. E favorire così l'abitudine alla lettura. Il libro, quindi, esce dal suo contesto abituale e dilaga sul territorio: dalle grandi città ai piccoli centri, regioni, province, comuni, scuole, biblioteche, associazioni culturali, case editrici, librerie, circoli di lettori, promuovono iniziative per intercettare anche persone che di solito non leggono.

venerdì 17 maggio 2013

XXVI Salone Internazionale del Libro

Si rinnova, dal 16 al 20 maggio 2013, l'appuntamento con il Salone Internazionale del Libro, la più grande manifestazione d'Italia dedicata all'editoria, alla lettura e alla cultura, fra le più importanti in Europa. Come di consueto, teatro dell'evento sarà il Lingotto di Torino.

Il tema conduttore del Salone 2013 è la creatività, mentre il Cile è il Paese ospite. Inoltre, quest'anno al Salone debutta anche la Regione Ospite, cui è dedicato un fitto programma di scambi ed eventi culturali. L'idea di dedicare un focus particolare ogni anno a una diversa regione italiana, con i suoi autori, la sua industria editoriale, i suoi beni culturali e librari, è nata immediatamente all'indomani del Salone 2012 dall'assessore alla Cultura del Piemonte Michele Coppola e dal suo omologo della Calabria Mario Caligiuri. E è proprio la Calabria la prima Regione ospite.
Ricco, come sempre, il programma della manifestazione e il parterre dei grandi ospiti.

Per maggiori notizie e per tutte le informazioni sull'evento, vi invito a visitare il sito internet della fiera.

martedì 14 maggio 2013

In breve: LETTERE DI UNA MONACA PORTOGHESE


Cinque lettere scritte da una monaca portoghese del XVII secolo e indirizzate a un ufficiale francese che prima l'ha sedotta e amata e poi abbandonata. Cinque lettere brevi ma intense in cui la giovane religiosa riversa tutta la sua disperazione per un amore finito male. Un amore che le ha fatto conoscere i piaceri della carne e il profumo della felicità ma che le ha fatto anche assaggiare il sapore amaro della delusione, improvvisa e inaspettata. Terminata la lettura ti chiedi chi altri, in letteratura, sia riuscito ad esprimere in maniera così struggente, profonda e analitica le tribolazioni di un cuore infranto, ma non trovi risposta.

Apparse anonime a Parigi nel 1669, Le lettere portoghesi costituirono fin da subito un caso letterario. La loro attribuzione, infatti, è stata tra le più controverse della storia letteraria francese. Da un lato si è prestata fede all'autenticità della monaca, cui alcuni eruditi ottocenteschi riuscirono anche a dare un nome e una biografia: quelli di Mariana Alcoforado, nata nel 1640 e vissuta fin dall'età di dodici anni in un convento portoghese. Dall'altro, dopo una serie di ricerche, nel Novecento si è finito nell'identificarne l'autore in Gabriel-Joseph de Lavergne, conte di Guilleragues, cortigiano con prestigiose amicizie letterarie e autore di versi galanti e mondani. Egli, però, non confessò mai di aver scritto l'opera, né mai alcuno dei suoi amici gliela attribuì.

Eccellente edizione questa della Marsilio, con testo francese a fronte, curata nei minimi dettagli, con attenzione certosina, da Brunella Schisa, autrice anche della traduzione e dell'introduzione che ripercorre accuratamente tutta la controversa storia dell'opera. Giovanni Cacciavillani, invece, firma una postfazione dotta e raffinata.

Al di là del mistero, che forse mai sarà risolto, circa la reale identità dell'autore di questo capolavoro della letteratura francese, restano queste cinque epistole potenti, liriche, appassionate che affascinano, commuovono e spiazzano.
VOTO: 5/5

Titolo: Lettere di una monaca portoghese
Titolo originale: Lettres portugaises
Autore: Anonimo
Traduttore: Brunella Schisa
Curatore: Brunella Schisa
Editore: Marsilio (collana Letteratura universale - sotto collana I fiori blu)
Anno: 1991

domenica 12 maggio 2013

Auguri, blog!

Oggi, 12 maggio 2013, Lo scaffale dei libri compie 3 anni!

HAPPY BIRTHDAY, BLOG!

Grazie di cuore a tutti coloro che da tre anni a questa parte mi seguono e mi supportano.
Vi abbraccio tutti!

venerdì 3 maggio 2013

Pillole di saggezza letteraria n.9

Leggere Dostoevskij è imparare che di ogni nostro atto, dei più piccoli come dei più grandi, dobbiamo assumerci fino in fondo la responsabilità, capire fino in fondo la motivazione. Se non lo facciamo sprechiamo la nostra vita, andiamo alla deriva, perdiamo la sola occasione per diventare uomini.
Fausto Malcovati

mercoledì 1 maggio 2013

LE NOTTI BIANCHE. Romanzo sentimentale. (Dai ricordi di un sognatore)

La storia si sviluppa in quattro notti e un mattino, d'estate, in una San Pietroburgo deserta. Protagonista un uomo, un sognatore, un intellettuale isolato dalle vicende mondane e privo di relazioni sociali. Durante una delle sue consuete passeggiate notturne, l'uomo incontra sul lungofiume una giovane donna solitaria e piangente e ne resta affascinato. La ragazza, che si chiama Nasten'ka, è a sua volta colpita da quest'uomo timido e impacciato che cerca di offrirle aiuto. Tra i due si instaura subito un'intesa e una fiducia profonde. Il sognatore e Nasten'ka si rincontreranno nelle tre notti successive, durante le quali, abbandonandosi a lunghe conversazioni, si apriranno l'uno all'altra confidandosi esperienze, debolezze, fantasie, speranze e attese. La strana relazione si interromperà bruscamente senza, però, lasciare rancori. Al mattino del quinto giorno, al sognatore non resterà che una malinconica luce diurna ad illuminare la sua cupa esistenza e il piacevole ricordo di quattro notti durante le quali i suoi sogni sembravano aver assunto una consistenza reale.

Personalmente non ho amato la figura del sognatore in quanto vive una vita che egli stesso definisce "un delitto e un peccato" ma non muove un dito per cambiarla. È un inetto con fisime incomprensibili e pretese assurde nei confronti del mondo, un asociale per volontà fermamente adagiato nella sua ingiustificabile passività. Osserva la vita degli altri sprecando la sua, impiega il suo tempo a fantasticare anziché a vivere. È un uomo buono, sensibile e colto ma non sfrutta queste sue virtù per vivere un'esistenza che sia anche solo minimamente degna d'essere vissuta. Ha un atteggiamento che mi fa rabbia. Ho apprezzato, invece, il personaggio di Nasten'ka che è l'opposto del sognatore. A quest'ultimo - di fronte al quale altre donne, al suo posto, sarebbero scappate - lei offre fin dal primo momento amicizia, ascolto, comprensione e supporto. È una ragazza forte, vitale, allegra nonostante sia obbligata a vivere una vita triste e piatta, nonostante abbia un cuore infranto, nonostante il passato non le abbia sempre sorriso. Punta al cambiamento, lotta per dare fiato alla sua passionalità. Ama, crede, spera. Vive. Racchiude in sé la concretezza della realtà e l'imprevedibilità del sogno.

Nel romanzo si respira a pieni polmoni l'atmosfera rarefatta delle notti pietroburghesi immerse in un assordante silenzio abitato solo dai sussurri dei protagonisti. La notte e il giorno, così come gli stessi personaggi, assumono qui un significato simbolico che anche il lettore più distratto riuscirà a cogliere.
Profondo e introspettivo, solo in apparenza leggero, Le notti bianche è un racconto scritto da Dostoevskij a soli ventisette anni e pubblicato nel 1848 per la rivista Annali Patrii. Delicata premessa dei capolavori futuri del grande autore russo.
VOTO: 4/5

Fëdor Michajlovič Dostoevskij (nella foto a destra) nacque a Mosca nel 1821 da una famiglia benestante. Il suo racconto di esordio, pubblicato nel 1846, Povera gente, lo impose da subito come autore di riferimento. Si distaccò dalla cosiddetta "scuola naturale" e dall’esempio di Gogol’, allora imperante. Dopo l’arresto per motivi politici e la reclusione in Siberia, l’opera di Dostoevskij si caratterizzò per originalità e profondità psicologica, mentre la produzione più matura si incentrò su tematiche morali e religiose. È unanimemente riconosciuto come uno dei maggiori narratori di tutti i tempi. Tra i romanzi e i racconti più apprezzati ricordiamo Memorie dal sottosuolo, Delitto e castigo, L’idiota, I demoni, L’adolescente, I fratelli Karamazov. Morì a San Pietroburgo il 9 febbraio 1881.

Titolo: Le notti bianche. Romanzo sentimentale. (Dai ricordi di un sognatore)
Titolo originale: Belye noči. Sentimental'ny roman
Autore: Fëdor Dostoevskij
Traduttore: Daniela Polato
Curatore: Riccardo Ferrigato
Editore: San Paolo (collana BUC I Narratori)
Anno: 2012

Dal libro sono stati tratti anche due film. Il primo, dal titolo omonimo, è stato girato nel 1957 da Luchino Visconti e vede Marcello Mastroianni e Maria Schell nel ruolo dei protagonisti. Il secondo si intitola Quattro notti di un sognatore, diretto da Robert Bresson nel 1971. Di seguito, il trailer del film di Visconti: