lunedì 31 dicembre 2012

Classifica dei libri letti nel 2012

Siamo ormai giunti alla fine di un altro anno e ci apprestiamo ad affrontarne uno nuovo. Sono, questi, giorni di ricordi dell'anno appena trascorso, di bilanci, di resoconti, di retrospettive... di classifiche. Ed è una sorta di classifica quella che voglio proporvi nell'ultimo post dell'anno: la classifica dei libri che ho letto nel 2012. Ho deciso di dividerli in tre categorie: Bellissimi, Così così, Brutti, sporchi e cattivi. La stragrande maggioranza di essi li ho accuratamente recensiti (le recensioni le reperite nella colonna destra del blog, alla voce "Libri recensiti", sono elencate in ordine alfabetico), altri invece li ho solo brevemente commentati sulla mia pagina aNobii cui vi invito a visitare (potete accedervi anche dallo scaffale posto sotto la voce "Libri letti", sempre nella colonna destra del blog). Dunque:

BELLISSIMI:

101 storie di regine e principesse che non ti hanno mai raccontato di Marina Minelli;

India di Catherine Bourzat, Laurence Mouton e Sergio Ramazzotti;

Fiabe d'amore di Marie-Catherine d'Aulnoy e Jeanne-Marie Leprince de Beaumont;

Crocifisso per la sua debolezza di Tarcisio Zanni;

L'amante di Marguerite Duras;

Lezioni di seduzione di Emma Wildes;

Conoscere i gioielli di Patrizia di Carrobio;

Il cappello del prete di Emilio De Marchi;

I fiori del male di Charles Baudelaire;

Fedra di Jean Racine;

COSÌ COSÌ:

I passi dell'amore di Nicholas Sparks;

Segreti di AA.VV.;

Simposio di Platone;

Sogni tra i fiori di Mariagrazia Buonauro;
5 sensi + 1 di Inachis Io; 

I messaggi segreti dei fiori di Mandy Kirby;

Borgo Propizio di Loredana Limone;

Come vivere alla moda di Sonia Tiffany Grispo;

Rosa d'aprile di Georgette Heyer;

La grammatica dell'amore di Rocío Carmona;

BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI:

Confessioni di AA.VV.;

Amore, zucchero e cannella di Amy Bratley;

Una notte perfetta di Bella Andre;

Se Dio ci ha fatte nude di Candice Hill;

La modella perfetta di Ilan Asmes;

Un lavoro eccitante di Ilan Asmes.

sabato 29 dicembre 2012

Citazione libresca n.15

[...] L'amante è cosa più divina dell'amato, perché un dio lo possiede [...]

da Simposio di Platone

Immagine raffigurante due amanti durante un banchetto, proveniente dalla “Tomba del tuffatore” (480 a.C. ca.), trovata nel 1968 e oggi conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum.

lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale 2012!

A tutti voi, i miei auguri di un sereno Natale.
Sorridete, mangiate e... leggete (se potete)! ^_^

domenica 23 dicembre 2012

Letture universitarie

Miei cari lettori,
per me, come per tanti studenti universitari come me, il nuovo anno avrà inizio, come di consueto, all'insegna degli esami. A me, subito dopo queste festività, aspettano due esamoni: Letteratura Italiana e Storia del Teatro e dello Spettacolo. I programmi di entrambi gli insegnamenti prevedono, oltre allo studio dei manuali di base, anche la lettura di testi che sono dei classici della letteratura italiana ed europea.
Per quanto riguarda Storia del Teatro dovrò leggere una tragedia e due drammi, ovvero:




Fedra di Jean Racine;




Ernani di Victor Hugo;




Il gabbiano di Anton Čechov.


Per quanto concerne Letteratura Italiana, invece, oltre ad alcuni pezzi "forti" estrapolati dai capolavori di Dante, Petrarca, Machiavelli, Manzoni, Verga, Morante ed altri, dovrò leggere per intero:




Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino.


Di queste opere abbiamo già letto e commentato dei frammenti in aula, con i docenti, durante le lezioni. Ora a casa ci aspettano le letture integrali e approfondite. Non so dire se recensirò o meno questi libri ma di certo li commenterò in breve sulla mia pagina aNobii, cui vi invito sempre a visitare.
Dunque, in questi giorni, tra una forchettata di spaghetti alle vongole e un pezzo di zampone, tra una fetta di pandoro e un sorso di champagne, nutrirò la mente e l'anima con le parole uscite dalle penne di questi grandi autori. Il tutto accompagnato da uno studio matto e disperato e da tanta, tanta ansia :-\
Ciò significa, però, che mi allontanerò un po' dal blog. Non voglio dire che lo trascurerò, anzi, nei prossimi giorni pubblicherò altri post, ma per quanto riguarda le recensioni - che sono gli articoli che mi richiedono più impegno e tempo - mi vedo costretta a rimandarle. Quindi, appena mi libererò da questi impegni, scriverò le recensioni degli ultimi tre libri che ho letto: Borgo Propizio di Loredana Limone, Rosa d'aprile di Georgette Heyer, La grammatica dell'amore di Rocío Carmona.
Voi, comunque, continuate a seguirmi e a sostenermi perché il vostro supporto è il motore che fa andare avanti questo blog.
E fatemi l'in bocca al lupo per gli esami! :-)
Vi abbraccio!

domenica 16 dicembre 2012

Un tenerissimo segnalibro

Miei cari lettori, nelle due foto che seguono vi mostro un bel segnalibro distribuito in questo periodo dall'associazione umanitaria Save the Children. Sul retro, esso riporta delle parole semplici che però indicano il ruolo fondmentale che l'istruzione ricopre nella crescita di un bambino e, soprattutto, sottolineano quanto un nostro contributo - anche minimo - riesca a garantire ai bambini del Terzo Mondo il nutrimento e il diritto allo studio (due cose basilari per un essere umano ma purtroppo troppo spesso negate agli abitanti delle zone più povere della Terra). Perché la cultura rende uomini liberi. Ovunque.

Fronte

Retro

venerdì 30 novembre 2012

A tutti gli appassionati di Kiss me Licia

Vi piacciono i manga? Da piccoli siete cresciuti a pane e cartoni animati giapponesi? Kiss me Licia era il vostro anime preferito? Se avete risposto sì ad almeno una di queste domande non potete non essere interessati a ciò che sto per mostrarvi.

Qualche anno fa ho acquistato i sette volumetti di Love me Knight, ovvero il fumetto di Kiss me Licia. Pubblicato in Giappone all'inizio degli anni '80, Love me Knight - il cui titolo originale è Ai shite Naito 愛してナイト - è, in occidente, il manga più famoso di Kaoru Tada, autrice purtroppo scomparsa nel 1999, a soli 38 anni, a causa di un brutto incidente domestico.


Il manga è arrivato in Italia solo nel luglio 2002 ed è stato pubblicato dalla Star Comics. È stata così offerta anche a noi la possibilità di apprezzare la storia come l'ha concepita Kaoru Tada, che è un po' diversa dalla controparte animata.
Consiglio l'acquisto di questo fumetto a tutti coloro che, come me, hanno amato e amano tutt'ora Kiss me Licia. In esso ritroverete tutti i simpatici personaggi della fortunata serie ma troverete anche tanto Giappone immerso nell'atmosfera dei mitici e ruggenti anni '80.


Vi segnalo, inoltre, che dal maggio 2012 la casa editrice Goen ha pubblicato una ristampa di lusso con tavole a colori del manga. Io non ho ancora acquistato quest'edizione ma sarei fortemente intenzionata a farlo... Vi terrò informati! ^_^

È sempre bello poter fare un salto indietro nel tempo e magari ritornare con la mente agli anni spensierati dell'infanzia, non siete d'accordo con me?

domenica 25 novembre 2012

Di prossima lettura - Autunno 2012, n.1

Il prossimo libro che leggerò e recensirò qui su Lo scaffale dei libri è:


La grammatica dell'amore di Rocío Carmona. Irene ha appena conosciuto l'amore ma non è andata come sperava: ha sofferto la sua prima grande delusione e quello che dovrebbe essere il sentimento più nobile al mondo, per lei è qualcosa di distante e incomprensibile. È solo grazie all'aiuto del suo professore di inglese e, soprattutto, alla lettura di sette grandi capolavori della letteratura mondiale che la ragazza riuscirà a scoprire ciò che sente nel suo cuore e a scrivere la propria personalissima grammatica dell'amore.

lunedì 19 novembre 2012

Pillole di saggezza letteraria n.6

Chi si butta nella lettura è destinato ad affogarvicisi; anche se opera una scelta severissima e decide di leggere soltanto, per esempio, i narratori contemporanei, rischia l'indigestione.
Luciano Bianciardi

martedì 13 novembre 2012

L'AMANTE

Un’autobiografia. Un diario. Un insieme disordinato di ricordi. Questo e altro ancora è L’amante, l’opera più nota e apprezzata di Marguerite Duras. È uno struggente ritratto di famiglia, famiglia composta da tre fratelli molto diversi tra loro, abbandonati da un padre morto troppo presto e gestiti da una madre psicologicamente assai fragile; è il ricordo di un’adolescenza turbata, turbata dalle parole non dette, dalle sensazioni alterate, dalle emozioni represse, dalla percezione che qualcosa non va; è il racconto di una storia d’amore “particolare”: quella fra una francese quindicenne e un giovane miliardario cinese nell’Indocina degli anni trenta. Un’unione da tutti disapprovata e considerata scandalosa per la differenza di età, di razza e di ceto che separa i due amanti. In realtà, la vera diversità fra i due sta nel modo di concepire e vivere la relazione: per il cinese di Cholen è amore vero, sconvolgente, eterno, il suo attaccamento alla fanciulla assume forme a volte morbose e persino patetiche; per la ragazza bianca è qualcosa di più materiale, è la scoperta del piacere sessuale, è una forma di evasione se non di trasgressione, è un egoistico appagamento fisico e morale, è qualcosa di intimo ed ermetico che al lettore non è dato sapere. La loro storia si conclude improvvisamente, con la stessa velocità con cui inizia e si consuma.
Marguerite Duras narra il tutto attraverso una scrittura intensa – seppur scarna – e malinconica, personale e talvolta visionaria: meraviglioso specchio in cui si riflette una personalità complessa ma affascinante.
L’amante è un libro che può emozionare o lasciare indifferenti. A me ha catturato.
VOTO: 5/5

Marguerite Duras (nella foto a destra), pseudonimo di Marguerite Donnadieu, nasce il 4 aprile 1914 a Gia Dinh, presso Saigon, nell'Indocina francese (oggi Vietnam), e nel 1932 si trasferisce in Francia, paese natale dei genitori, per studiare legge, ma si fa presto attirare dalla passione per la scrittura. Nel 1943 cambia il proprio cognome in Duras, dal nome di un villaggio nel dipartimento del Lot e Garonna, dove si trovava la casa del padre. Partecipa alla Resistenza durante l'occupazione nazista, insieme al marito Robert Antelme, che verrà deportato a Dachau. Dopo la seconda guerra mondiale milita tra le file del PCF fino al 1950 quando viene espulsa essendo considerata dissidente. Il suo esordio in campo letterario avviene nel 1942 con il romanzo Gli impudenti ma la fama arriva nel 1950 con Una diga sul Pacifico nel quale si sentono gli influssi delle letture di autori americani come Hemingway e Steinbeck oltre che da quelle dello scrittore italiano Cesare Pavese. Duras è autrice di numerosi racconti brevi, film e, soprattutto, romanzi, incluso il best-seller, nonché opera autobiografica, L'Amante pubblicato nel 1984, che le vale il prestigioso premio Goncourt quello stesso anno. Dopo le riprese del film omonimo, la Duras pubblica un altro romanzo intitolato L'Amant de la Chine du Nord (nel quale, a distanza di dieci anni, riscrive l'intera vicenda). Altre opere importanti sono: Moderato cantabile, divenuto poi un film con lo stesso nome; Le Ravissement de Lol V. Stein; India Song divenuto anch'esso un lungometraggio nel 1975. Duras è anche l'autrice della sceneggiatura del film del 1959 Hiroshima mon amour, diretto da Alain Resnais. Muore a Parigi il 3 marzo 1996 per un tumore alla gola; è sepolta nel cimitero di Montparnasse.

Dal libro è stato tratto anche un film, dal titolo omonimo, diretto da Jean-Jacques Annaud, con Jane March e Tony Leung Ka-Fai nel ruolo dei due amanti protagonisti. Di seguito il trailer in lingua inglese:


Titolo: L’amante
Titolo originale: L’amant
Autore: Marguerite Duras
Traduttore: Leonella Prato Caruso
Editore: Feltrinelli (collana Vintage)
Anno: 2005

domenica 4 novembre 2012

Premio Nobel per la letteratura 2012

Il vincitore del Premio Nobel per la letteratura 2012 è lo scrittore e sceneggiatore cinese Mo Yan. Di seguito, la motivazione dell'Accademia Svedese: "che con un realismo allucinatorio fonde racconti popolari, storia e contemporaneità".

mercoledì 31 ottobre 2012

LEZIONI DI SEDUZIONE

Londra 1850. Tra gli scaffali polverosi di una libreria, Brianna scova un libro che una giovane donna della buona società come lei non dovrebbe assolutamente leggere: si tratta de I consigli di Lady Rothburg, scritto alcuni anni prima da una famigerata cortigiana e bandito pubblicamente perché ritenuto licenzioso. Infischiandosene delle convenzioni, Brianna acquista il volume che tanto l'ha incuriosita e inizia a leggerlo di nascosto. In esso trova la soluzione al suo problema ovvero i consigli giusti per conquistare suo marito Colton, un duca affascinante e influente ma freddo e serioso persino a letto. Le dritte di Lady Rothburg si rivelano efficacissime fin dalla prima attuazione, tanto che Brianna, entusiasta e soddisfatta, presta il libro alla sua migliore amica Rebecca, anch'essa desiderosa di conquistare l'uomo del quale è segretamente innamorata.

Lezioni di seduzione narra le vicende sentimentali di due fanciulle appartenenti all'alta borghesia londinese della seconda metà dell'Ottocento. Brianna, intenta a sciogliere un marito innamorato ma formale e fin troppo rispettoso, e Rebecca, figlia unica che rifiuta ogni buon partito che i genitori le propongono perché il suo cuore batte in segreto per un discusso libertino. Figlie di una società bigotta, ipocrita, tradizionalista e fortemente maschilista, le due ragazze riusciranno - grazie ad un libro per sole donne ricco di suggerimenti maliziosi ma oculati - ad imporre la propria intelligenza e la propria femminilità su chi le vorrebbe delle bamboline incapaci di intendere e di volere, scoprendosi così dotate di un coraggio e di una sensualità che neppure loro stesse sapevano di possedere.

Una lettura leggera ma resa piacevole da uno stile narrativo scorrevole, da una trama accattivante e da personaggi ben delineati seppur troppo perfetti per essere veri (fanciulle belle, ricche e virtuose sposano uomini bellissimi, ricchissimi, potentissimi, innamoratissimi e pure super dotati... uhm...). Un libro che può essere definito a pieno titolo erotico perché numerosi sono gli amplessi in esso descritti (tanto che più che lezioni di seduzione, sarebbe meglio parlare di lezioni di sesso). Ma, forse, è proprio quest'erotismo costante, romantico e mai volgare, di cui il romanzo è impregnato, a sedurre il lettore.
Donne, i consigli di Lady Rothburg, che compaiono all'inizio di ogni capitolo a mo' di introduzione, sono da annotare.
VOTO: 4/5

Emma Wildes (nella foto a destra) è nata in Minnesota e cresciuta a Albuquerque, nel New Mexico. Ha frequentato la Illinois State University, dove si è laureata in geologia. Attualmente vive nel Midwest con il marito Chris dal quale ha avuto tre figli. È una delle autrici più promettenti del romance storico, molto apprezzata negli Stati Uniti e tradotta in diverse lingue.
Per maggiori informazioni potete visitare il suo sito internet

Titolo: Lezioni di seduzione
Titolo originale: Lessons from a Scarlet Lady
Autore: Emma Wildes
Traduttore: Arianna Gasbarro
Editore: Leggereditore (collana Narrativa)
Anno: 2011

mercoledì 10 ottobre 2012

Citazione libresca n.14

Le curve erano dolci tra le colline inghirlandate da vigne e già si vedevano le torrette del castello, romanticamente cadenti. L'aria che si respirava nei dintorni e nel borgo sapeva di antico, di storie di dame e cavalieri, di biancheria inamidata, di pani fragranti fatti in casa; forse anche di figure muliebri vestite di nero che camminavano con grosse giare sulla testa. Corpi senza età su sentieri ciottolosi ed eterni.

da Borgo Propizio di Loredana Limone.

domenica 30 settembre 2012

CONOSCERE I GIOIELLI. Come sceglierli e portarli

Da sempre Madre Natura, nella sua stupefacente generosità, fornisce all’uomo metalli e gemme affinché egli possa lavorarli secondo la propria creatività. Nascono così i gioielli, vere e proprie opere d’arte al cui fascino è difficile sottrarsi. Ed ecco un libro, dalla copertina très chic, che ci aiuta a conoscerli, amarli, portarli. Ad accompagnarci in questa interessantissima passeggiata nel mondo dei gioielli è Patrizia di Carrobio, grande esperta del settore, che con competenza e passione, con grazia e semplicità e persino con un pizzico di ironia, ci porta alla scoperta delle pietre preziose (diamanti, rubini, zaffiri, smeraldi) e di quelle semipreziose (dall’acquamarina all’ametista, dalla giada al corallo), passando per le perle. Non mancano gli accenni ai gioielli fantasia (ovvero la bigiotteria), ai gioielli falsi e ai gioielli maschili. Alle notizie storiche e tecniche, l’autrice affianca i suoi generosi consigli su come acquistare, custodire e pulire i gioielli ma anche su come e quando indossarli. In ogni capitolo sono presenti numerosi aneddoti, interessanti e talvolta divertenti, che Patrizia di Carrobio ci racconta per dimostrarci che anelli, collane, bracciali, orecchini, spille non sono solo dei semplici ornamenti dai mille colori e luccichii, ma anche dei mezzi per esprimere il carattere e la personalità di chi li indossa. E che, il più delle volte, essi sono considerati inestimabili perché caricati di un forte valore simbolico e affettivo. Parlare di gioielli, dunque, non significa solo parlare di taglio e caratura, ma anche della vita e della storia delle donne e degli uomini che li possiedono e li portano. Pertanto, questioni pratiche e altre ben più profonde vengono affrontate in questa graziosa guida adatta soprattutto a chi si addentra per la prima volta nel campo dei gioielli: credetemi, dopo aver letto questo libro, avrete voglia di saperne di più in materia. E, forse, vi verrà anche la voglia di fare più spesso un salto in gioielleria.
VOTO: 4.5/5

Patrizia di Carrobio (nella foto a destra), contessa di origini italiane, è nata a Montréal, ma è vissuta tra Bruxelles, Roma, Milano, Londra e New York. In materia di pietre preziose è un’autorità: nel 1980 è stata una delle prime banditrici d’asta da Christie’s, a New York, dove in poco tempo è diventata Head of The Jewelry Department. Attualmente vive a New York e commercia in diamanti, pietre preziose e gioielli vintage dal suo ufficio nel Diamond District. Ha già pubblicato Diamanti. Una guida personale. Il suo sito internet è www.patriziadicarrobio.com

Titolo: Conoscere i gioielli. Come sceglierli e portarli
Autore: Patrizia di Carrobio
Editore: Salani
Anno: 2011

venerdì 21 settembre 2012

Premio Cutie Pie e Premio Semplicity

Lo scaffale dei libri si è aggiudicato altri due premi! Il primo è il Premio Cutie Pie e mi è stato assegnato dalla carissima Antonella, autrice del meraviglioso blog Il tempo ritrovato.




Ringrazio di cuore Antonella e vado a "rispettare" le regole del premio:

1) Nominare chi ha creato questo premio: La creatività di Anna
2) Citare da chi lo abbiamo ricevuto: già fatto!
3) Premiare dieci blogger: dieci sono troppi! Scelgo di premiare un solo blogger, ovvero Marta autrice del blog MemoriaRem.
4) Descrivere le tre cose più carine del vostro blog o di voi blogger: tre cose che amo del mio blog? I colori, il design semplice e, sopra ogni cosa, i miei lettori.

Il secondo premio invece mi è stato assegnato proprio da Marta del bellissimo blog MemoriaRem. Si tratta del Premio Semplicity.




Ringrazio di cuore la dolcissima Marta e, anche in questo caso, vado a "rispettare" le regole del premio:

1) Rispondere alla domanda: che cos'è per te la semplicità? Beh, questa è una domanda difficile che richiede una risposta articolata. Io mi limito ad elencare alcuni di quei termini che personalmente considero sinonimi di semplicità (sia in senso positivo che negativo): sincerità, schiettezza, leggerezza, eleganza, discrezione, umiltà, facilità, superficialità... e ce n'è sarebbero altri, ma questi sono quelli che per primi mi sono saltati alla mente.

2) Dedicare a chi ti ha premiato un'immagine che rappresenta la semplicità:




3) Assegnare il premio ad altri dodici blog: anche in questo caso preferisco assegnare il premio ad un solo blogger, ovvero Strawberry del fantastico blog Una Fragola al Giorno.

giovedì 13 settembre 2012

Citazione libresca n.13

L’amante di Cholen si è assuefatto all’adolescenza della fanciulla bianca fino a delirarne. Il piacere che prende a lei, ogni sera, impegna il suo tempo, la vita. Con lei non parla quasi più. Forse crede che non capirebbe più ciò che vorrebbe dire di lei, e di questo amore che lui ancora non conosceva, di cui del resto non sa dire niente. Forse scopre che non si sono ancora mai parlati, se non quando si invocano gridando, la sera, nella camera. Si, credo che non sapesse, che scoprisse di non sapere.

da L'amante di Marguerite Duras.

Tony Leung Ka-Fai e Jane March in una scena del film "L'amante" diretto da Jean-Jacques Annaud e tratto dall'omonimo romanzo di Marguerite Duras

sabato 8 settembre 2012

Blog Diamond Award

Nuovo premio per Lo scaffale dei libri! Si tratta del Blog Diamond Award e, in un certo senso, ha qualcosina in comune con la prossima recensione in arrivo... ;-). Ad assegnarmelo è stata Marta, autrice del blog MemoriaRem - uno spazio web giovane e colto (proprio come colei che lo gestisce) - che vi invito a visitare. Alla carissima Marta vanno, ovviamente, i miei ringraziamenti.


Chi riceve il premio è tenuto a rispettare queste tre semplicissime regole:
- citare chi ha creato questo premio, in questo caso si tratta di Roberta-Roby Beauty, che ha creato il premio per il raggiungimento delle 100 followers sul suo blog;
- essere iscritti al mio blog;
-premiare 5 blogger (possibilmente i più meritevoli), e ringraziare chi vi ha assegnato il premio.

Poiché ho notato che la stragrande maggioranza dei blog che seguo hanno già ricevuto questo premio e poiché a me piace stravolgere un po' le regole, ho deciso di passarlo ad un solo blog (anziché cinque): si tratta del romantico Leggere è...Sognare di MissGabrielle. 

domenica 2 settembre 2012

Premio Campiello 2012

Carmine Abate con il suo romanzo La collina del vento (edito da Mondadori) vince il Premio Campiello 2012, ottenendo 98 voti sui 237 della giuria dei lettori.

Classe 1954, italiano di etnia arbëreshë con laurea in Lettere, Abate è autore di numerosi racconti, romanzi e saggi prevalentemente incentrati sui temi dei migranti e degli incontri tra culture. La collina del vento è un libro che racconta la storia di una famiglia calabrese che resiste e che lotta per la difesa della propria terra.

Il Premio Campiello, giunto quest'anno alla sua 50^ edizione, è stato assegnato come di consueto nella splendida cornice del Teatro La Fenice di Venezia.

Carmine Abate dopo la consegna del premio

domenica 26 agosto 2012

Di prossima lettura - Estate 2012, n.2

Chiudiamo quest'afosa estate con la lettura di due libri che si preannunciano "frizzanti":

Borgo Propizio di Loredana Limone. Belinda ha intenzione di ripartire e Borgo Propizio, un paese in collina, in un’Italia che può sembrare un po’ fuori dal tempo, le pare il luogo ideale per realizzare il suo sogno: aprire una latteria.

La vendetta della melanzana di Bulbul Sharma. Una raccolta di racconti ambientati nella colorata e speziata India, in cui ricordi, sogni e invidie si confondono con il piacere del cibo tra sfrigolii e rumori di stoviglie.

mercoledì 22 agosto 2012

IL CAPPELLO DEL PRETE

Ambientato nella Napoli di fine Ottocento, Il cappello del prete narra le vicende di Carlo Coriolano, barone di Santafusca, un nobile squattrinato che, ridotto alla rovina dai debiti di gioco e da una vita oziosa e dissipata, uccide il ricco prete usuraio don Cirillo per impossessarsi dei suoi soldi. Il suo sarebbe stato un “delitto perfetto” se non avesse dimenticato un dettaglio chiave: l’occultamento del cappello del sacerdote. Il tricorno diventa così un indizio pericoloso e, dopo una serie di peripezie, giunge davanti al banco del tribunale per inchiodare il barone – già tormentato dai rimorsi e dalle allucinazioni – alla sua colpa.

Pubblicato a puntate nel 1887 sul quotidiano milanese L’Italia e sul Corriere di Napoli, e in volume nel 1888, Il cappello del prete è il romanzo più famoso di Emilio De Marchi. Un feuilleton, un noir prima maniera dalla scrittura fresca, coinvolgente, introspettiva, magistrale nelle descrizioni delle ambientazioni, dei personaggi e soprattutto degli stati d’animo del protagonista che, dopo essersi macchiato del macabro omicidio, si ritrova a fare a pugni con i brandelli della sua coscienza.
Un’atmosfera cupa, uggiosa si respira tra le pagine di questo libro sul cui sfondo si staglia una società napoletana colorata e superstiziosa timidamente tratteggiata dal De Marchi che la priva un po’ di quel calore che da sempre la caratterizza. Nonostante si conoscono fin dal principio nome dell’assassino e movente del delitto, non manca la tensione che tiene il lettore legato fino all’ultima riga.
“U prevete” e “u barone” sono le due facce di una stessa medaglia: il primo è un lucratore avido e avaro, un viscido intrallazzone decisamente inadeguato al ruolo di servo di Dio. La vita lo punirà con una morte infame e inaspettata. Il secondo è un nobile in decadenza, un uomo cinico, amorale, inquieto che dopo aver commesso l’ignobile gesto, tenta pateticamente di sfuggire ai rimorsi e alle ossessioni che lo perseguitano rifugiandosi nella dissolutezza e nelle argomentazioni di una spicciola filosofia. La vita lo punirà rinchiudendolo in galera e gettandolo nel baratro della follia.
Poi c’è il popolino, fatto di gente semplice ma onesta, in contrasto con l’aristocrazia costituita per lo più da inetti a vivere, dediti solo all’assenzio, alle donnette e al gioco. Infine c’è la giustizia divina che tutto vede e provvede e che interviene, birichina ma saggia, a ripristinare l’ordine delle cose e a far sì che la verità trionfi sulla menzogna, il bene sul male.

Una lettura gradevolissima che conferma la mia tesi secondo la quale gli autori di un tempo non deludono mai. E perplessa mi chiedo come sia possibile che questo piccolo capolavoro italiano, tradotto anche all’estero, sia finito nel dimenticatoio e solo raramente venga incluso nelle antologie scolastiche.
In quest’edizione Oscar Mondadori poi, vanno segnalate l’introduzione di Vittorio Spinazzola – che aiuta il lettore a cogliere le raffinate sfumature dell’opera – e l’interessante nota di Carlo Lucarelli.
Dal romanzo sono stati tratti anche un film e uno sceneggiato televisivo, dai titoli omonimi. Il primo, diretto nel 1943 da Ferdinando Maria Poggioli, si discosta notevolmente dal libro. Il secondo, che vede la regia del grande Sandro Bolchi, è più fedele al testo ed è stato trasmesso nel 1970 dalla Rai in tre puntate (ora reperibili anche su Youtube).
VOTO: 4/5

Emilio De Marchi (nella foto a destra) nacque a Milano il 31 luglio 1851. Proveniente da una famiglia di modeste condizioni e orfano di padre, riuscì a laurearsi in Lettere nel 1874 all’Accademia Scientifico Letteraria di Milano (oggi Università degli studi di Milano). Dell'Accademia divenne in seguito segretario e libero docente di Stilistica. Frequentò il mondo letterario milanese dominato in quel momento dalla Scapigliatura. Ebbe un ruolo attivo anche nelle istituzioni caritative cittadine e fondò la rivista La vita nuova. Negli anni 1876-1877 si dedicò a scrivere romanzi pubblicati, secondo l'uso del tempo, su periodici e quotidiani: Tra gli stracci, Il signor dottorino e Due anime in un corpo. Con Il cappello del prete inventò il romanzo noir italiano. Altri romanzi sono Demetrio Pianelli, Arabella, Redivivo, Giacomo l’idealista e Col fuoco non si scherza. Altre sue opere sono scritti politici, libri a sfondo pedagogico e saggi di critica letteraria. Morì a Milano il 6 novembre 1901. È sepolto presso il Cimitero di Paderno.

Titolo: Il cappello del prete
Autore: Emilio De Marchi
Curatore: Vittorio Spinazzola
Editore: Mondadori (collana Oscar classici)
Anno: 2006

domenica 12 agosto 2012

Pillole di saggezza letteraria n.5

Trovo la televisione davvero molto istruttiva. Ogni volta che qualcuno mette in funzione l'apparecchio, me ne vado nell'altra stanza a leggere un libro.
Groucho Marx

Come dargli torto, considerando soprattutto i discutibilissimi contenuti delle attuali trasmissioni televisive?

domenica 5 agosto 2012

Ricordando Marilyn

Cinquant’anni fa, esattamente nella notte fra il 4 e il 5 agosto 1962, si spegneva Marilyn Monroe. La sua morte ha segnato la nascita di un mito e l’inizio di una leggenda destinati a vivere per sempre.

Marilyn è uno dei miei idoli. Ero molto piccola quando la vidi per la prima volta: stavo sfogliando distrattamente una rivista quando la mia attenzione fu catturata da un’immagine in bianco e nero che la ritraeva, elegante e radiosa, accanto al suo secondo marito, il campione di baseball Joe Di Maggio. Rimasi incantata dalla bellezza angelica di quella che mi sembrò una bambola di porcellana e mi precipitai da mia nonna, che sedeva sul divano poco distante da me, per chiederle chi fosse. La mia nonna materna, che era una grande ammiratrice di dive divine come Greta Garbo e Maria Callas, nonché accanita lettrice di giornali, guardò la foto e mi spiegò chi era stata quella signora bionda. Da quel momento ebbe inizio la mia passione per Marilyn. Inutile dire che conservo ancora quella prima immagine in cui la vidi, insieme ad altri ritagli di giornale.
Ora, però, non intendo tediarvi raccontandovi come si è sviluppata questa mia passione e cosa mi affascina di quest’artista e donna meravigliosa. Voglio limitarmi a parlare di libri, come al solito.

La bibliografia su un personaggio da enciclopedia come Marilyn è ovviamente sterminata e in continua crescita. È costituita, per la maggior parte, da biografie e da saggi in cui gli autori avanzano ipotesi sulla misteriosa morte dell’attrice. Io, comunque, sono la persona meno adatta ad emettere giudizi su questa corposa mole libresca in quanto ho letto solo due dei tanti testi che la compongono. Di entrambi ho anche pubblicato le recensioni che vi invito a leggere qualora foste interessati alla mia opinione. Il primo è Marilyn di Alfonso Signorini. Questo libro mi fu regalato da mio fratello qualche anno fa, in occasione del mio compleanno. Sinceramente, nutrivo delle forti perplessità sul Signorini scrittore ma mi apprestai comunque alla lettura del suo libro nella speranza di ricredermi sul suo conto… Macché! Peggio di quanto temessi: una sorta di biografia romanzata, volgare e fuorviante, dallo stile di una banalità sconcertante. Un’offesa a Marilyn. Ovviamente vi sconsiglio caldamente di acquistare questo libro nel caso foste orientati a farlo (fidatevi di me: non sprecate il vostro denaro!). Il secondo, invece, è La mia storia scritto dalla stessa Marilyn in collaborazione con Ben Hecht. Un’autobiografia in cui la diva, oltre a raccontare la prima parte della sua vita e i suoi primi passi nel mondo del cinema, confessa al lettore, con estrema tenerezza, le sue riflessioni, le sue paure, le sue speranze. Il testo è arricchito da numerose foto – bellissime! – scattate dal celebre fotografo Milton Greene, amico di Marilyn. Una chicca al cui acquisto incoraggio tutti gli interessati.

In casa mia è presente anche un altro libro: Marilyn Monroe. Storia di un omicidio di Donald H. Wolfe (Sperling & Kupfer editore). Sia mia madre che mio fratello l’hanno letto e me ne hanno parlato molto bene: dopo averne ripercorso accuratamente l'esistenza e la carriera, l’autore dimostra che l’attrice è stata assassinata. E dice anche da chi. Io non ho ancora letto questo libro perché al momento non mi intriga. Sinceramente non mi interessa più di tanto scoprire come e perché sia morta Marilyn. Credo che non sapremo mai con certezza, nonostante prove e documenti scottanti, se si sia trattato di un suicidio o di un omicidio. La morte della Monroe è, a mio parere, uno di quegli enigmi destinati a rimanere per sempre tali, quindi inutile scervellarsi. Piuttosto, sono intenzionata ad acquistare Fragments. Poesie, appunti, lettere: una raccolta di poesie, pagine dattiloscritte, appunti presi su menu e fazzoletti di carta che rivelano la straordinaria sensibilità e l'acuta intelligenza di Marilyn (purtroppo troppe volte sottovalutate). Acquisto ed eventuale recensione, dunque, sono rinviati a data da destinarsi. Continuate a seguirmi! ;-)

E voi, miei cari lettori, cosa pensate di Marilyn? Avete letto qualche libro su di lei? Avete qualche titolo interessante da consigliarmi (o brutto da sconsigliarmi)? Fatemi sapere!

Marilyn Monroe

sabato 28 luglio 2012

I MESSAGGI SEGRETI DEI FIORI. Trova il fiore perfetto per le tue emozioni e per i tuoi regali

Cercate un modo originale per esprimere le vostre emozioni? Volete dichiarare i vostri sentimenti a una persona ma non trovate le parole giuste? Ditelo con un fiore! Sì, perché ogni fiore, attraverso le sue caratteristiche, comunica un messaggio ben preciso che può essere una dichiarazione, una richiesta, un augurio, un monito, un complimento, un’offesa. Non è un caso, dunque, se i fiori accompagnano molteplici momenti della nostra vita e abbiano, dalla notte dei tempi e in ogni cultura, un ruolo centrale nelle esperienze umane.

Quali pensieri, allora, si nascondono dentro un petalo? La risposta possiamo cercarla in questo libro di Mandy Kirby. In esso troviamo una selezione di fiori scelti per il loro significato storico e letterario. Numerosi sono, infatti, i riferimenti alla mitologia greco-romana e alla pittura e alla poesia dell’epoca vittoriana (periodo in cui l’interesse per il simbolismo floreale ha raggiunto l’acme). Il testo, riccamente illustrato da Katie Tooke, contiene anche un dizionario di tutte le emozioni che possiamo esprimere attraverso fiori e piante, nonché una serie di suggerimenti per creare il bouquet perfetto per ogni occasione. L’introduzione è firmata da Vanessa Diffenbaugh, autrice del bestseller Il linguaggio segreto dei fiori.

Un volumetto semplice e delicato che ci aiuta a codificare un linguaggio segreto e ci riavvicina a un affascinante mezzo di comunicazione che, purtroppo, negli ultimi tempi – votati alla sterilità della super tecnologia – rischia di cadere in disuso.
VOTO: 3.5/5

Mandy Kirby, editor e appassionata di fiori, vive a Cambridge in Inghilterra.

Titolo: I messaggi segreti dei fiori. Trova il fiore perfetto per le tue emozioni e per i tuoi regali
Titolo originale: The Language of Flowers. A Miscellany
Autore: Mandy Kirby
Traduttore: Alba Mantovani
Editore: Garzanti (collana Narratori Moderni)
Anno: 2011

mercoledì 25 luglio 2012

Premio Bancarella 2012

Con 97 voti, Il mercante di libri maledetti di Marcello Simoni vince la 60esima edizione del Premio Bancarella.

Edito da Newton Compton, il libro di Simoni è un thriller ambientato in epoca medievale ed è il primo volume di una trilogia. La storia si snoda tra l'Italia, la Spagna e la Francia e vede protagonisti un mercante di reliquie e un potente quanto misterioso manoscritto in grado, secondo la leggenda, di evocare gli angeli.

Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo, laureato in Lettere, attualmente lavora come bibliotecario. Ha pubblicato diversi saggi storici, soprattutto per la rivista specialistica Analecta Pomposiana. Ha partecipato all’antologia 365 racconti horror per un anno mentre altri suoi racconti sono usciti per la rivista letteraria Writers Magazine Italia. Il mercante di libri maledetti è il suo primo romanzo e, oltre al Bancarella, gli è valso anche un altro premio: il What's up Giovani Talenti per la cultura 2011. Nel tempo libero Simoni organizza eventi culturali di taglio letterario.

Marcello Simoni dopo la proclamazione

domenica 22 luglio 2012

Citazione libresca n.12

[...] Esprimere un desiderio dinnanzi a una stella cadente, a un arcobaleno o alla tomba di Merlino non significa essere dei "non illuminati", ma basarsi su una consapevolezza profondamente istintuale del fatto che esistono energie naturali atte a trasformare i progetti in successo e la disperazione in speranza.

da Fate e creature magiche di Cassandra Eason.

mercoledì 18 luglio 2012

Di prossima lettura - Estate 2012, n.1

I prossimi tre libri che leggerò e recensirò qui su Lo scaffale dei libri sono:

L'amante di Marguerite Duras. La storia d'amore di una francese quindicenne con un giovane miliardario cinese, sullo sfondo di un ritratto di famiglia, nell'Indocina degli anni trenta.

Conoscere i gioielli di Patrizia di Carrobio. Bon ton, consigli e storie di preziosi raccontate da un'esperta d'eccezione.

Lezioni di seduzione di Emma Wildes. Londra 1850: in un libro scandaloso, scovato fra gli scaffali di una libreria, Brianna trova i consigli giusti per far innamorare suo marito - un aristocratico influente e irresistibile, ma freddo e fin troppo rispettoso - trasformandosi così in una donna coraggiosa e sensuale.

domenica 8 luglio 2012

Premio Strega 2012

Con il suo romanzo Inseparabili (edito da Mondadori), Alessandro Piperno si aggiudica il Premio Strega 2012 ottenendo 126 voti.

Inseparabili è il seguito di Persecuzione e fa parte della trilogia Il fuoco amico dei ricordi. Il romanzo racconta la storia di due fratelli che da ragazzi a cui è stata rubata l'infanzia diventano adulti isolati dal mondo. Dentro c’è la descrizione minuziosa di una realtà ostile, il caso che incide sul destino, la famiglia che non protegge e, al contrario, semina insicurezze.

Nato a Roma nel 1972, Alessandro Piperno affianca all'attività di scrittore quella di ricercatore universitario e di redattore della rivista Nuovi Argomenti. Fino al 2005 ha anche fatto parte di Random, una band rock-blues romana, in qualità di chitarrista solista e cantante. Fino ad ora ha pubblicato cinque libri per diverse case editrici.

Alessandro Piperno dopo la proclamazione

martedì 3 luglio 2012

FIABE D'AMORE

Sei racconti usciti dalla penna di due scrittrici della Corte del Re Sole e tradotte per noi da Carlo Collodi, il papà di Pinocchio. Fiabe senza tempo popolate da sovrani capricciosi, fate esigenti, animali parlanti, principi coraggiosi e fanciulle virtuose. Protagonista assoluto: l’Amore. Il sentimento più forte, più bello, più vero. Quello che fa gioire e soffrire, disperare e sperare. Quello che fa fare follie, che infonde coraggio, che dà forza ed energia, che rende persone migliori. Quello che porta a combattere contro draghi spaventosi, a sfidare l’ira del sovrannaturale, ad affrontare e superare senza paura ogni tipo di ostacolo.
Storie che trasmettono a grandi e piccini i valori che nobilitano l’animo umano. Storie che insegnano che la felicità si raggiunge solo attraverso l’impegno e il sacrificio e con dedizione e un pizzico di magia.

Il registro narrativo è quello tipico delle fiabe: pomposo, immaginifico, onirico. Alcuni racconti come La Bella e la Bestia e La Bella dai capelli d’oro sono davvero deliziosi, altri invece come La Gatta Bianca risultano un po’ noiosi perché troppo lunghi e prolissi, ma, come ogni fiaba che si rispetti, tutti e sei hanno una bella morale.
Un libro adatto a qualsiasi età (chi pensa che le fiabe siano cose solo per bambini si sbaglia di grosso), un vero gioiellino con cui impreziosire la propria libreria.
VOTO: 4/5

E approfitto dell’occasione per segnalarvi un articolo che io stessa ho scritto qualche tempo fa per la rivista MP News sull’importante ruolo che le fiabe ricoprono nello sviluppo formativo dei bambini. Lo trovate qui.

Marie-Catherine, baronessa d’Aulnoy (a destra in un ritratto di Élisabeth Sophie Chéron) nasce a Barneville-la-Bertran nel 1650. Nipote dell'erudita Marie Bruneau des Loges, donna forte e determinata per la sua epoca, dalla vita alquanto movimentata, ha viaggiato attraverso l'Europa ed è entrata nelle grazie di Luigi XIV per servizi resi alla corte. Verso la fine del 1600, apre a Parigi un salotto letterario e viene ammessa all'Accademia dei Ricoverati di Padova come la settima donna celebre tra i suoi membri con i soprannomi di "eloquente" e di "Clio"; ella vi rappresentava la musa della storia. Comincia a pubblicare i suoi racconti a partire dal 1690. Le sue fiabe sono annoverate tra i più autentici capolavori della letteratura fiabesca. L'intenso vissuto di Marie-Catherine d'Aulnoy si manifesta nella sua scrittura. Muore a Parigi nel 1705.

Jeanne-Marie Leprince de Beaumont (a destra in un ritratto di autore ignoto) nasce a Rouen il 26 aprile 1711. Lavora come istitutrice presso la corte di Lorena, dove svolge funzioni di dama di compagnia e di insegnante di musica fino al suo matrimonio con Monsieur de Beaumont. Inizia molto giovane la sua attività di scrittrice. Dopo la separazione dal marito e l'annullamento del suo matrimonio, si trasferisce a Londra, dove fonda una rivista periodica, Il Magazzino degli adolescenti, in cui si trattano temi letterari e scientifici e lezioni scolastiche per bambini. Pubblica il suo primo romanzo, Il trionfo della verità, nel 1748 a Nancy, dedicandolo al suocero del re Luigi XV, il re di Polonia Stanislao Leszczyński, in occasione di un suo soggiorno presso la corte di Lunéville. Nel corso della sua vita ha scritto in tutto una settantina di opere. Molti dei suoi racconti sono diventati dei classici della letteratura dell'infanzia e della gioventù. È considerata come la prima autrice ad avere volontariamente adottato uno stile semplice realmente adeguato ai giovani lettori. Muore a Chavanod, l'8 settembre 1780.

Titolo: Fiabe d'amore
Autore: Marie-Catherine d'Aulnoy e Jeanne-Marie Leprince de Beaumont
Traduttore: Carlo Collodi
Titolo originale: I racconti delle fate voltati in italiano da C. Collodi
Editore: Giunti (collana Varia Giunti)
Anno: 2011