giovedì 16 dicembre 2010

I GIARDINI INCANTATI. Le piante e la magia lunare

Difficile pensare che nella nostra epoca, dominata dalla scienza e dalla tecnologia, esistano ancora persone che credono nell’efficacia dei rituali magici. Eppure è così e lo dimostra il grande successo di pubblico e di critica ottenuto da questo libro di Devon Scott. Un manuale di stregoneria moderna dedicato alle donne che desiderano mettere in pratica un antico e misterioso sapere a loro riservato. L’autrice insegna a costruire un giardino esoterico, suggerisce ricette afrodisiache, di cucina e di bellezza e propone diversi incantesimi che richiedono l’utilizzo di erbe e prodotti della terra. Protagonista silenziosa del testo è la luna con i suoi influssi sulle piante medicinali e magiche.

Nella prima parte del libro, Devon Scott conduce un interessante discorso generale sulla luna, inquadrandola sul piano astronomico, astrologico e mitologico. La seconda parte è ancora più interessante in quanto riporta una selezione di piante tra le più importanti – ma anche tra le più comuni e note – per la salute, la bellezza e la magia, di cui l’autrice descrive con chiarezza le caratteristiche e le indicazioni d’uso. A parer mio il libro perde nella terza parte, dove si entra nel vivo dei rituali esoterici. La Scott indica il materiale necessario e i tempi giusti per officiare le cerimonie magiche; gli incantesimi che propone sono volti a favorire l’amore, la salute, la prosperità e la forza psichica. Premetto che io sono scettica riguardo questo genere di pratiche, perciò il mio è un giudizio soggettivo, ma per scrivere una recensione onesta e super partes ho provato a mettere da parte le mie opinioni in proposito e a calarmi nei panni di chi, a differenza mia, crede nei poteri della magia e si lascia affascinare dai riti a essa correlati. Purtroppo anche in questo caso ho trovato difficoltà ad apprezzare alcune parti del manuale della Scott. Le aspiranti streghe (o gli aspiranti stregoni, perché no?) che decidono di seguire alla lettera le indicazioni dell’autrice non dovrebbero dedicarsi ad altro, dovrebbero passare le loro giornate a cercare erbe da impiegare nei rituali, magari trasferirsi in campagna e preferibilmente da soli, avere tempo e spazi a completa disposizione e spendere i propri soldi in candele colorate, incensi e oggettistica magica. Sinceramente mi risulta difficile comprendere come si possa conciliare questo stile di vita con quello richiesto dalla frenetica società moderna (a meno che non si abbia l’effettiva possibilità di poterlo fare).

Di tutti i riti proposti ho trovato delizioso solo quello della notte delle Fate che non è altro che un semplice quanto originale ringraziamento alla Madre Terra. Ho inoltre apprezzato la scelta dell’autrice di proporre solo rituali di magia bianca, sottolineando la sua ferma condanna della magia nera. In appendice la Scott dispensa consigli per i lavori nell’orto e nel giardino, utili per chi vuole governare la terra prestando attenzione alle fasi lunari. Insomma, un libro calderone in cui l’autrice, da buona strega, mescola erboristeria e magia, sacro e profano. Basandomi sul contenuto, reputo che il prezzo di copertina – 19,00 euro – sia decisamente esagerato.
VOTO: 3/5


Devon Scott (nella foto a destra) è nata nel 1951. Studiosa di folklore e tradizioni magico-iniziatiche dell'Europa Occidentale e dell'area mediterranea, ha tenuto corsi, conferenze e seminari, ha collaborato con riviste in Italia e all'estero, con TV private (con anche corsi di psicologia applicata all'astrologia) e siti web esoterici; è tra i soci fondatori del sito Spazio Magico. Autrice di racconti a tema esoterico e fantastico, ha pubblicato diversi libri tra cui Tradizioni Perdute, Podomazia, Le piante del fascino, Il Cerchio di Fuoco. Vive in Italia, in provincia di Imperia.

Titolo: I giardini incantati. Le piante e la magia lunare
Autore:
Devon Scott
Editore: Venexia (collana Le Civette di Venexia)
Anno: 2006

sabato 11 dicembre 2010

ELOGIO DELLA FOLLIA

Ironica, irriverente, sorprendentemente attuale, Elogio della follia è l’opera più famosa, amata e discussa del grande umanista Erasmo da Rotterdam.

A parlare è la follia in prima persona che tesse le lodi di se stessa e critica tutte le categorie del genere umano smascherandone le ipocrisie, le miserie e le debolezze. La follia non risparmia nessuno e così anche papi, cardinali, vescovi, monaci, re, filosofi, giuristi, poeti vengono spogliati del loro manto di sapienza e autorevolezza e messi a nudo nei loro vizi e difetti. Ed ecco che la follia si rivela saggezza, dicendo le cose come stanno, senza indugio e peli sulla lingua. Ma l’Elogio non è solo una critica giocosa, un paradosso intellettuale, è anche la riproposta del messaggio evangelico nella sua purezza, autenticità e forza morale; è il richiamo ai veri valori cristiani.

Un significato profondo immerso in un testo semplice e chiaro. Nonostante i numerosi riferimenti al mondo classico e alla mitologia greco-romana, la lettura è alla portata di tutti, dotti e meno dotti. Stupisce la modernità dell’opera scritta nel 1511, a dimostrazione del fatto che i tempi passano, ma certe abitudini non cambiano (è proprio il caso di dire che l’Elogio è un classico senza tempo). Stupisce lo stesso Erasmo, un uomo di chiesa, che senza timore sferra un duro attacco al malcostume dei potenti e soprattutto degli ecclesiastici. Peccato per quella punta di maschilismo – Erasmo paragona le donne agli animali, considerandole esseri privi di razionalità che agiscono per istinto – che, da donna, mi ha fatto storcere un po’ il naso. Ma in fondo è comprensibile, Erasmo era un uomo del suo tempo, un tempo in cui le donne erano tenute in scarsissima considerazione. Per il resto, il lettore non può che trovarsi d’accordo con l’autore e applaudire il discorso che fa la “sua” follia. Da elogiare!
VOTO: 4.5/5

Erasmo da Rotterdam (a destra, in un dipinto di Hans Holbein il Giovane, del 1523) nacque in Olanda nella notte fra il 27 e il 28 ottobre, secondo alcuni del 1466, secondo altri del 1469. Teologo, filosofo e massimo esponente dell’Umanesimo cristiano, firmò i suoi scritti con lo pseudonimo di Desiderius Erasmus. La sua opera più conosciuta è l’Elogio della follia che dedicò all’amico Thomas More. Morì a Basilea nella notte fra l’11 e il 12 luglio 1536.

Titolo: Elogio della follia
Titolo originale: Moriae encomium, id est, stulticiae laus
Autore: Erasmo da Rotterdam
Curatore: Eugenio Garin
Editore: Mondadori (collana Oscar classici)
Anno: 1992

mercoledì 24 novembre 2010

RECENSIRE. Istruzioni per l'uso

Istruzioni per l’uso è un sottotitolo che trae in inganno chi decide di acquistare questo libro. Sì, perché il lettore crede di avere fra le mani un manualetto che elargisce suggerimenti pratici per scrivere una “buona” recensione e invece, procedendo nella lettura, scopre che non è così. Recensire non è altro che una chiacchierata da salotto sulla recensione e la critica letteraria; è il punto di vista dell’autore, il suo parere su questo e quel critico famoso. Se, quindi, siete dei recensori alle prime armi, o aspiranti tali, e leggete questo libro credendo di trarne degli insegnamenti concreti, sappiate che siete fuori strada. Non lasciatevi ingannare dal titolo e soprattutto dal sottotitolo (io fossi stata in Massimo Onofri, o chi per lui, avrei intitolato questo saggio Sulla recensione).

L'autore ostenta un linguaggio astruso per esprimere concetti fondamentalmente semplici e ciò lo rende noioso, inutilmente pesante e in un certo senso anche un po' antipatico.
Recensire è un libro pensato per chi ha una solida conoscenza di base della letteratura italiana e per chi è un appassionato lettore di riviste letterarie. È una lettura che può interessare – o irritare, secondo i gusti – chi il recensore lo fa di professione e da tempo.
Senza infamia e senza lode.
VOTO: 3/5

Massimo Onofri (nella foto a destra) nasce a Viterbo il 13 settembre 1961. Si laurea in Filosofia Morale presso l’Università La Sapienza di Roma. Nel 1994 consegue il dottorato di ricerca in Italianistica. Attualmente insegna critica letteraria e letteratura italiana contemporanea presso l’Università di Sassari. Collabora con L’Indice, La Stampa, Nuovi Argomenti, Avvenire e i giornali regionali del Gruppo L’Espresso. Per anni ha tenuto una rubrica di recensioni di narrativa italiana sul settimanale Diario. È membro del comitato editoriale della Gaffi e consulente editoriale per altre case editrici. È autore di numerosi saggi e prefazioni.

Titolo: Recensire. Istruzioni per l’uso
Autore: Massimo Onofri
Editore: Donzelli (collana Saggine)
Anno: 2008

sabato 6 novembre 2010

CIMITERI. Storie di rimpianti e di follie

Chiariamolo subito: non si tratta di un libro di orrore. Smettiamola di guardare al camposanto come a un luogo macabro. Il cimitero è un regno di pace e di silenzio. I morti non fanno paura (io piuttosto mi guarderei dai vivi). Georges Clemenceau diceva che “i cimiteri sono pieni di persone insostituibili” ed io aggiungerei “interessanti”. Già, quante persone dalla vita interessante ora dormono il sonno eterno nei freddi loculi cimiteriali. Storie di vita (e di morte) che vale la pena raccontare. Questo deve aver pensato Giuseppe Marcenaro quando ha deciso di scrivere Cimiteri, una raccolta di aneddoti e curiosità sulla morte, la sepoltura, ma anche la vita di personaggi noti e meno noti passati a miglior vita: da Napoleone a Garibaldi, da Brecht a Benjamin, da Shelley a Valéry, da Stevenson a Poe, da Rasputin a Winckelmann, dai Romanov a Marx. Accanto a questi e altri celebri nomi, troviamo quelli di persone semisconosciute che però hanno vissuto vite straordinarie o compiuto gesta particolari. Tanto per citarne qualcuno: il valoroso John Martin (al secolo Giovanni Martini), gli inquietanti Girolamo Segato ed Efisio Marini, il feroce Billy the Kid, la temeraria Calamity Jane. Alcuni capitoli invece sono interamente dedicati a famosi cimiteri come quello di Poggioreale a Napoli, quello ebraico di Praga, il Père-Lachaise a Parigi, fino alla Necropoli di Qaytbay, in Egitto, la città-cimitero dove i vivi abitano con i morti.

Lo stile di Giuseppe Marcenaro è raffinato (come raffinata è l'immagine di copertina del libro, in stile retrò), l’ironia con cui tratta un tema tetro come la morte è quella sottile ed elegante del giornalista vecchio stampo. In questo testo ci presenta il cimitero come luogo di rimpianto e di follia. Rimpianto per chi non c’è più; follia perché è da considerarsi follia il voler esorcizzare e allontanare, attraverso il culto dei defunti e il fasto delle tombe, il terrore dell’inevitabile: la morte.

Un libro colto e originale. Per chi vuole imparare, per chi vuole capire, per chi vuole riflettere sull’effimera pienezza della vita e l’eterno vuoto della morte.
VOTO: 5/5

Giuseppe Marcenaro (nella foto a destra) è nato a Genova nel 1952. Scrittore, storico, critico d’arte, giornalista professionista. Collabora con La Stampa e Il Secolo XIX. Molti suoi articoli sono apparsi su importanti giornali e riviste come L’Europeo, Epoca, L’Espresso, Meridiani, Capital. Dal 1975 al 1984 ha diretto la rivista di letteratura, storia e filosofia Pietre. Tiene corsi e seminari in varie università italiane e straniere. Ha organizzato con il pittore, regista e attore Pietro Boragina mostre tra arte e letteratura. Ha pubblicato svariati libri ed ha curato diverse biografie tra cui quella di Eugenio Montale e quella di Giovanni Ansaldo.

Titolo: Cimiteri. Storie di rimpianti e di follie
Autore: Giuseppe Marcenaro
Editore: Bruno Mondadori
Anno: 2008

domenica 31 ottobre 2010

FATE E CREATURE MAGICHE. La chiave del mondo segreto

Come il titolo lascia chiaramente intendere, questo libro vuole essere un saggio sulle creature che popolano il mondo fatato. Nella prima parte l’autrice, Cassandra Eason, s’imbatte in un discorso generale sulle fate, cercando di dare una risposta ai diversi interrogativi circa la loro esistenza e le loro origini. Espone anche il punto di vista che sia la Chiesa che la scienza hanno sviluppato in proposito e fornisce alcune prove sull’esistenza delle entità fatate. Nella seconda parte l’autrice accompagna il lettore alla scoperta delle diverse categorie di creature magiche, analizzandone le caratteristiche fisiche e soprattutto comportamentali: dai deva agli elfi, dalle sirene agli gnomi, dalle banshee ai goblin. L’ultimo capitolo è dedicato alle leggende arturiane, avvolte in un’atmosfera magica e intrinsite di figure fatate (basti pensare a Merlino e Morgana, personaggi centrali delle storie di re Artù). Al termine di ogni capitolo l’autrice dispensa consigli pratici su come trovare le fate ed entrare in contatto con esse ma anche su come sviluppare la propria forza psichica e i propri poteri magici: ecco le chiavi del mondo segreto cui allude il sottotitolo. Vi è inoltre, in appendice, il dizionario delle fate dalla A alla Z, ovvero una sezione composta da brevissime descrizioni di tutti gli esseri fatati posti in ordine alfabetico.

A mio avviso questo libro presenta dei pro e dei contro. Cassandra Eason dimostra di possedere un’approfondita conoscenza della mitologia celtica ma anche dei miti e delle leggende di tutto il mondo aventi per protagoniste le fate. Ora, io ho avuto l’impressione che lei abbia voluto fare di questo libro un grande riassunto di tutte le sue conoscenze, ma quello che ne è venuto fuori è un calderone. Ha voluto dire troppe cose, troppo in fretta e troppo brevemente, facendone risultare la lettura confusa. La Eason in alcuni punti è ripetitiva, in altri inconcludente. Le prove che riporta sull’esistenza delle fate le sono fornite da maghi, sensitivi e sedicenti tali e di certo, per questo motivo, ai più scettici e razionali risulteranno poco credibili.

Di questo saggio ho invece apprezzato gli esercizi che si trovano alla fine di ogni capitolo (di cui ho accennato poc’anzi) che se non aiutano a vedere le fate, si rivelano comunque delle ottime tecniche per rilassarsi e per stimolare la creatività. Buona è anche l’idea del dizionario delle creature fatate, delle quali l’autrice descrive non solo gli aspetti positivi ma anche quelli negativi (sbagliato pensare che le fate siano degli stinchi di santo!). Merita infine una nota a favore la postfazione, con cui la Eason dà una bella lezioncina sul senso della vita.
VOTO: 3.5/5

Cassandra Eason (nella foto a destra) è esperta di wicca, druidismo, folklore celtico e tradizioni nordiche. Conduce seminari di successo in Inghilterra, e soprattutto in Svezia e negli USA, su sviluppo psichico, magia, stregoneria, divinazione e guarigione (soprattutto con i cristalli), e spiritualità della natura. È una druidessa riconosciuta e praticante. È apparsa frequentemente in trasmissioni radiotelevisive internazionali (su canali quali BBC, NBC, Paramount) e su di lei sono stati scritti articoli in riviste come Cosmopolitan, Elle e così via. Ha tenuto cicli di conferenze sul paranormale alle università di Oxford, Londra e Glasgow. In Inghilterra ha pubblicato oltre cinquanta libri e due enciclopedie sulla magia, che sono stati tradotti in quindici lingue e sono diventati dei best seller anche nel resto del mondo. Vive sull’Isola di Wight insieme con il marito Jack e i loro cinque figli.

Titolo: Fate e creature magiche. La chiave del mondo segreto
Titolo originale: A Complete Guide to Fairies and Magical Beings
Autore: Cassandra Eason
Traduttore: Paola Mastrorilli
Editore: Venexia (collana Le Civette di Venexia)
Anno: 2007

giovedì 14 ottobre 2010

PAROLA DI FATA. Come entrare nel mondo delle fate e farsele amiche

Attraverso questo libricino di poco più di novanta pagine Claire Nahmad ci suggerisce come entrare in contatto con le fate e beneficiare della loro collaborazione. Oltre a consigliarci la giusta predisposizione d'animo, ci indica persino i giorni, le ore e i luoghi migliori in cui andare alla ricerca degli spiriti della natura. Ma ci mette anche in guardia dai loro possibili scherzetti e tiri mancini. Eh sì, perché le creature del Piccolo Popolo, diversamente da quanto si potrebbe pensare, non sono tanto benevole nei nostri confronti. Esse infatti sono arrabbiate con noi esseri umani perché abbiamo deturpato (e continuiamo a deturpare) la loro sacra Madre Terra. E non hanno tutti i torti. Ora, è chiaro che riconquistare la loro fiducia non è per noi un'impresa semplice ma, niente paura, la Nahamad ci spiega anche come affrontare e superare le eventuali prove a cui le fate ci sottoporranno.

Un libro piccolo e semplice tra le cui pagine soffia una leggera brezza di magia; una copertina letteralmente incantevole realizzata da Edward Robert Hughes; una graziosa idea regalo per gli appassionati di cultura celtica e per chi ha il pallino del mondo parallelo.
E se per caso o per sbaglio questo libretto dovesse finire nelle mani di chi non crede nell'esistenza delle fate? Beh, gli scettici potranno comunque trarne benefici facendo tesoro del prezioso messaggio ecologista lanciato dall'autrice.

Finita la lettura, correte in mezzo alla natura, aprite la mente del cuore e guardate attraverso gli occhi del bambino che dorme in voi: la magia del creato vi purificherà l'anima. Parola di fata! Parola di Claire Nahmad.
VOTO: 3/5

Claire Nahmad, autrice di numerosi libri, vive nello Yorkshire e discende da un'antica famiglia di erboristi.

Titolo: Parola di fata. Come entrare nel mondo delle fate e farsele amiche
Titolo originale: Fairy Spells - Seeing and Communicating with the Fairies
Autore: Claire Nahmad
Traduttore: Ilaria Dal Brun
Editore: AMRITA (collana I Deva)
Anno: 2000

venerdì 8 ottobre 2010

Premio Nobel per la letteratura 2010

Il vincitore del Premio Nobel per la letteratura 2010 è lo scrittore, giornalista e politico peruviano Mario Vargas Llosa. "Per la sua cartografia delle strutture del potere e la sua tagliente immagine della rivolta, della resistenza e della sconfitta dell'individuo", così recita la motivazione dell'Accademia Svedese.

martedì 21 settembre 2010

UNA CASA TRA I LIMONI

Nei primi anni novanta del '900 l'inglese Chris Stewart, eclettico giramondo, giunge nelle Alpujarras, colline ai piedi della Sierra Nevada, estremo sud della Spagna andalusa. Decide che quello è il posto dove passare il resto della sua vita, perciò acquista una fattoria in vendita, El Valero. Insieme alla moglie Ana si trasferisce dall'Inghilterra alla nuova casa in terra straniera. El Valero necessita di importanti lavori di restauro ai quali Chris ed Ana si dedicano da subito con fatica ed impegno, contando anche sull'amichevole aiuto dei vicini, primo tra tutti il valente contadino Domingo. Più tardi popoleranno la fattoria di animali e piante per occuparsi di allevamento ed agricoltura e daranno alla luce la loro prima figlia Chloe.

Queste e molte altre avventure (e disavventure) legate alla prima parte della sua nuova vita in Spagna, Stewart pensa di raccontarle attraverso le pagine di un libro ed è così che nasce Una casa tra i limoni. Il racconto di una fuga dal frastuono della realtà quotidiana, il diario di una vita semplice e a stretto contatto con la natura, la storia di una scoperta: la scoperta della felicità in un piccola comunità rurale dell'Andalusia, composta da persone umili e dal cuore grande, tra cui anche molti stranieri - in particolare inglesi ed olandesi - che come Chris ed Ana hanno deciso di vivere una vita in perfetto stile new age.

Punto di forza di Una casa tra i limoni è lo humor con cui l'autore parla di ogni situazione, rendendo la lettura di questo libro piacevole e divertente. Ma alle dettagliate e, a mio parere, noiose ed inutili spiegazioni dei lavori di manutenzione alla fattoria che si incontrano in alcuni capitoli, personalmente avrei preferito una maggiore celebrazione degli affascinanti scenari andalusi. È un vero peccato che Stewart non abbia insistito su questo punto perché con le descrizioni dei paesaggi ha dimostrato di saper essere molto poetico, riuscendo a coinvolgere emotivamente il lettore.

Il rischio che si corre leggendo questo libro è quello di essere più volte tentati dalla voglia di scappare dalla caotica società moderna per rifugiarsi in mezzo alla natura, in aperta campagna, dove il tempo sembra essersi fermato all'età dell'oro. Magari in uno sperduto angolo di paradiso nascosto nel cuore della Spagna più remota e selvaggia.
VOTO: 3.5/5

Chris Stewart (nella foto a destra, con la moglie Ana), classe 1950, è noto per essere stato il primo batterista dei Genesis. Lascia il gruppo all'età di 17 anni ed inizia a girare il mondo, svolgendo diverse attività: ha lavorato in un circo, ha fatto parte dell'equipaggio di uno yacht in Grecia, ha preso il patentino da pilota a Los Angeles, ha frequentato un corso di cucina francese ed è diventato un tosatore di pecore provetto. All'inizio degli anni novanta si stabilisce con la moglie Ana Exton in Andalusia. Nel 1999 esordisce come scrittore pubblicando Una casa tra i limoni che è stato tradotto in nove lingue ed in Inghilterra ha venduto 850.000 copie. Nel 2002 pubblica Un pappagallo sull'albero del pepe, sequel del primo libro. Ha inoltre contribuito alla stesura della Rough Guide to Andalucìa e della Rough Guide to China. Nel 2007 è stato eletto consigliere comunale (per il partito ecologista Los Verdes de Andalucìa) del paese di Orgiva nel cui territorio risiede.

Titolo: Una casa tra i limoni
Titolo originale: Driving over Lemons. An Optimist in Andalucìa
Autore: Chris Stewart
Traduttore: Stefano Viviani
Editore: TEA (collana Avventure)
Anno: 2002

giovedì 26 agosto 2010

LA NOTA SEGRETA

Nella prima metà del 1700 la giovane contessa Paola Pietra viene rinchiusa contro la sua volontà nel Monastero di Santa Radegonda a Milano, per imposizione della sua illustre famiglia. Nel monastero, grazie all'intuito e alle competenze di Suor Rosalba, una suora con una grande passione per la musica, Paola scopre di possedere una potente voce di contralto. Da quel momento in poi, la musica diventa per lei l'unica ragione per sopravvivere alla sofferenza di una clausura forzata. Paola fa sfoggio della sua voce durante le messe cantate e ad una di queste assiste, un giorno, un diplomatico inglese, tale sir John Breval, in missione presso l'arciduca d'Austria. Sir John viene stregato dal canto della giovane monaca che, per uno strano scherzo del destino, riesce ad incontrare. L'amore fra i due è immediato e vedrà la fuga di lei dal convento ed un lungo viaggio che da Milano li porterà in Inghilterra, passando per un mare ricco di insidie.

La nota segreta è un romanzo d'amore e d'avventura, dove gli intrighi e i colpi di scena non mancano. Ma è anche un romanzo storico in quanto Paola Pietra è realmente esistita. Ed è proprio la sua figura, straordinariamente attuale, ad affascinare più di tutti. Paola è una ragazza che le circostanze della vita hanno reso matura e taciturna, comunica più con lo sguardo che con le parole, ma è dotata di una grandissima forza interiore che la porta ad affrontare con coraggio e freddezza ogni ostacolo, per vivere ed amare liberamente.
John, l'uomo di cui Paola si innamora, è di diversi anni più grande di lei. In Inghilterra ha una moglie e due figli e insieme ad essi conduce una vita tranquilla e felice. È un uomo fine, ligio al dovere, dal classico aplomb inglese. La contessina milanese entra nella sua vita come un uragano: stravolge i suoi sentimenti, lo trascina in un incontenibile oceano di passione e si insedia con prepotenza nel suo cuore per non uscirne mai più. Grazie a questo amore inaspettato, sir John riesce a liberarsi dalla clausura di una vita piatta e solo in apparenza felice. Capisce che l'amore vero è un' altra cosa e si dà alla sua amata con tutto se stesso.
Interessante è anche l'immagine che emerge della musica, segreta protagonista del romanzo, qui intesa come arma di seduzione, ma anche come mezzo che avvicina a Dio, nonché come strumento di libertà.

La scrittura di Marta Morazzoni è elegante ed originale. Come nei grandi romanzi dell'Ottocento, la narratrice dialoga con il lettore spiegandogli le ragioni dei vari cambi di scena e condividendo con lui pareri e commenti personali. Le descrizioni sono ridotte all'essenziale e lasciano molto spazio alla fantasia di chi legge; l'attenzione è focalizzata sui protagonisti e sulle loro vicende mentre i contorni della storia vengono abbandonati al loro ruolo marginale, evitando così al lettore di imbattersi in inutili e tediosi prolungamenti. Forse i più romantici criticheranno il finale un po' accelerato e poco "romanzato" ma... va bene così!
La nota segreta è un delicato racconto che accarezza chi lo legge, come una dolce musica nel vento.
VOTO: 4/5

Marta Morazzoni (nella foto a destra) è nata a Milano nel 1950 e vive a Gallarate dove insegna Lettere in una scuola superiore. Si è laureata in Filosofia all'Università Statale di Milano, dove è stata studentessa di Remo Cantoni. Appassionata di cinema e teatro, ha curato rubriche di critica teatrale su riviste specializzate. Uno dei suoi primi libri, La ragazza col turbante, ha ottenuto un grande successo di critica e di pubblico ed è stato tradotto in nove lingue. Nel 1997 ha vinto il Premio Campiello con il romanzo Il caso Courrier al quale è stato attribuito in Gran Bretagna l'Indipendent Foreign Fiction Award 2001. La maggior parte dei suoi romanzi sono stati pubblicati dalla casa editrice Longanesi.

Titolo: La nota segreta
Autore: Marta Morazzoni
Editore: Longanesi (collana La Gaja Scienza)
Anno: 2010

martedì 20 luglio 2010

IL PALIO DENTRO E FUORI

Piero Magi ha cercato di raccontare a chi non è di Siena che cos'è il Palio di Siena. E l’ha fatto con la semplicità, l'eleganza, lo stile e quel pizzico d’ironia propri del grande giornalista. Non essendo senese ha fatto in modo che nel suo libro Il Palio dentro e fuori, attraverso una serie di interviste, fossero i senesi stessi a raccontare il Palio agli italiani: dal sindaco all'arcivescovo, dai funzionari della celebre banca Monte dei Paschi ai semplici contradaioli. Con il loro contributo, Magi va ad analizzare i vari momenti della Festa e le diverse figure che ne sono i protagonisti. Tenta di dare una spiegazione alle inspiegabili regole della vita di contrada e alle non facili simbologie legate alla manifestazione, senza dimenticare di fare un accenno alle radici storiche di quest'ultima. Dedica inoltre due capitoli al rapporto del Palio con i mass media e con un futuro sempre più modernizzato, con il quale sembra contrastare. Rivolge poi un approfondito sguardo alla città di Siena, alle diciassette contrade in cui è divisa e ai suoi abitanti.

Il saggio è consigliato a coloro i quali, incuriositi, desiderano conoscere la grande Festa senese o vogliono approfondire le poche e non chiare nozioni che posseggono in merito, senza però pretendere di scendere nei particolari (per una full immersion nell'argomento si rimanda a testi più dettagliati). Ma è consigliato anche a coloro che hanno un'idea distorta della Festa e che si chiedono che senso abbia la sua esistenza nel Terzo Millennio. Libri come questo, infatti, sono necessari perché in Italia c'è troppa poca informazione (e tanta disinformazione) sul Palio e questo non è un bene. Perché Siena, da sempre prima nelle classifiche sulla qualità della vita, ha tanto da insegnare agli italiani in termini di civiltà e lo fa attraverso il Palio. Perché il Palio è uno dei simboli del Bel Paese, qualcosa di cui andare orgogliosi in quanto è considerata la più bella manifestazione storica del mondo. Il fondatore del Futurismo, Filippo Tommaso Marinetti, diceva che "il Palio è un pugno di diamante da tendersi contro qualsiasi nemico d'Italia" e se lo diceva un motivo doveva pur esserci.

Come anche Piero Magi sostiene nel suo libro, Siena non potrebbe esistere senza il Palio perché in esso si riflette la sua essenza. Perciò negare il Palio significherebbe negare Siena stessa, gioiello tra i più preziosi di un'Italia dall'immortale splendore. Quindi se pensate che il Palio sia solo una breve, sfrenata corsa di cavalli che si tiene due volte l'anno, se pensate che il Palio sia solo un'inutile rievocazione del Medioevo, se pensate che i senesi siano un popolo di matti inspiegabilmente legati a un passato che nella loro città sembra essere sempre presente, sappiate che pensate in maniera errata. Terribilmente errata. E fareste bene a leggere libri come Il Palio dentro e fuori. Dopo, forse, anche la follia vi sembrerà acquistare un senso. Un senso meraviglioso di cui potreste restare particolarmente affascinati.

Tra le molte persone che amano il Palio e le tante che lo ignorano, ci sono anche quelle che lo odiano. Tra queste ultime ci sono sicuramente gli animalisti che, senza degnarsi di raccogliere un minimo di informazioni a riguardo, affermano con foga una serie di allucinanti assurdità (come, ad esempio, paragonare il Palio alla barbara Corrida, nulla di più assurdo!). Magi, nel suo libro, ha una risposta anche per loro. Io, nel mio piccolo, rispondo loro con un'affermazione della giornalista Paola Fallaci (sorella della più famosa Oriana): "dopo essere stata a Siena per vedere se sono crudeli con gli animali, ho deciso di rinascere cavalla... Ma sì, conviene rinascere cavalle. Dico 'cavalle' perché i maschi sono castroni, è il solo lavorino sgradevole che gli fanno".
VOTO: 4/5

Piero Magi (nella foto a destra), nato ad Arezzo il 13 settembre 1922, ha iniziato l'attività di giornalista nel 1955, nella sua città natale. Per vent'anni ha girato il mondo come "inviato speciale" del quotidiano La Nazione scrivendo articoli di politica, attualità e costume. Dal 1981 al 1985 viene nominato direttore de La Nazione, dopo esserne stato prima Redattore Capo e poi Vice Direttore. Scrittore prolifico, ha pubblicato svariati libri su fatti di costume e rievocazioni storiche. Si è sempre interessato alla sua Toscana valorizzandone aspetti anche sconosciuti. Dal 1990 è stato direttore del mensile Toscana Qui pur continuando a collaborare con La Nazione attraverso una rubrica quotidiana di lettere intitolata Il salotto di Piero Magi e una domenicale, Italiani allo specchio. Si è spento la notte di lunedì 29 settembre 2003, all'età di 81 anni, nella sua casa di Firenze.

Titolo: Il Palio dentro e fuori
Autore: Piero Magi
Editore: Bonechi (collana Vita e Costume - sotto collana Le Chiacchiere)
Anno: 1996

lunedì 28 giugno 2010

UNA GIORNATA NELL'ANTICA ROMA. Vita quotidiana, segreti e curiosità

Con questo libro Alberto Angela ci trascina con lui in un appassionante viaggio nell'antica Roma e per un'intera giornata ci fa da cicerone, portandoci per mano alla scoperta di usi, costumi e segreti della Roma imperiale. L'avventura dura, infatti, ventiquattro ore. Inizia all'alba e si conclude alla mezzanotte di un qualsiasi giorno del 115 d.C., in una Roma al culmine della sua potenza e del suo splendore, governata dall'imperatore Traiano.

Non v'è luogo dell'antica capitale che Angela non ci fa visitare, spiegandone tutte le caratteristiche: dalle domus alle insulae, dalle botteghe alle scuole, dai Fori al Colosseo, dalle terme ai wc! Ci mostra, senza tralasciare alcun dettaglio, come i romani si vestivano, si truccavano, mangiavano, dormivano. Ci parla del loro modo di vivere la politica, la giustizia, la religione, il sesso, svelando molteplici curiosità e abbattendo errati luoghi comuni. Ci fa incontrare patrizi, matrone, schiavi, gladiatori, vestali. Ci lascia senza alcun dubbio o quesito irrisolto.

Alberto Angela scrive così come parla durante i suoi documentari televisivi, cioè con quella stessa chiarezza, semplicità e passione che gli permettono di rendere comprensibile a chiunque, grandi e piccini, colti e meno colti, qualsiasi concetto, sia esso di scienza o di storia, dal più semplice al più complesso. Con maestria attraverso questo libro ci fa "sentire" i profumi, "vedere" i colori, "udire" le voci, i suoni e i rumori della Roma di duemila anni fa. Non c'è da stupirsi se durante la lettura lo immaginiamo accanto a noi, intento a guidarci per le affollate strade di Roma e a parlarci con il suo indistinguibile modo di fare.

Il libro è corredato dalle immagini di Gaetano Capasso e dai disegni di Luca Tarlazzi che fanno da supporto ad alcune spiegazioni. Una giornata nell'antica Roma è dunque un saggio consigliato a tutti coloro che desiderano scoprire la vita quotidiana, i segreti e le curiosità della Roma caput mundi.
VOTO: 5/5

Alberto Angela è nato a Parigi nel 1962. Figlio del noto giornalista e divulgatore scientifico Piero e dell'ex ballerina classica Margherita Pastore. Dopo essersi diplomato in Francia, si è laureato in Scienze Naturali all'università La Sapienza di Roma, conseguendo il massimo dei voti. Specializzatosi presso alcune università americane, è diventato esperto di paleontologia e paleoantropologia. Ha conseguito una seconda laurea in Discipline economiche e sociali all'università commerciale Luigi Bocconi di Milano. Dopo una lunga attività di scavi e ricerche in Africa e in Asia, si è dedicato alla divulgazione televisiva curando, in collaborazione con il padre, programmi come SuperQuark, Passaggio a Nord Ovest e Ulisse. Sempre in collaborazione con il padre ha pubblicato svariati libri, mentre in qualità di giornalista pubblicista ha collaborato con numerosi periodici e quotidiani. Sposato con Monica, è padre di tre figli ai quali ha dedicato il libro Una giornata nell'antica Roma. Quest'ultimo ha anche vinto l'edizione 2008 del Premio Cimitile come miglior opera di saggistica. Ad Alberto Angela è stato dedicato anche un asteroide: l’80652 Albertoangela.

La parola all'autore:

Titolo: Una giornata nell'antica Roma. Vita quotidiana, segreti e curiosità.
Autore: Alberto Angela
Editore: Mondadori (collana Oscar Grandi Bestsellers)
Anno: 2008

martedì 8 giugno 2010

CORSO DI BLOG WRITING. Appunti in tema di scrittura creativa per blog letterari

Tantissimi sono gli scrittori in erba che decidono di pubblicare i propri racconti su un blog. Per farsi leggere, per darsi visibilità o semplicemente per dare virtualmente sfogo alla propria creatività. Ma come si struttura un post-racconto? Quali sono le regole da seguire per scrivere un blogTale che "funzioni"? Ce lo spiega Maurizio Barbarisi in questo esaustivo manuale.

Qui tutto viene affrontato: dalle regole grammaticali di base alla punteggiatura, dal lessico alle figure retoriche. Grande spazio viene poi dedicato alla costruzione dei dialoghi, dei personaggi, della trama, del colpo di scena. Gli ultimi capitoli invece, suggeriscono diversi esercizi per allenare la creatività e superare il cosiddetto "blocco dello scrittore". Preziosissimi si rivelano i consigli dell'autore che di blogTales se ne intende, in quanto gestisce il blog letterario Briciolanellatte. Lo stesso blog da cui provengono i ventuno brevi racconti che fanno d'appendice al manuale e servono da esempi per tutto ciò che viene spiegato durante il corso.

Leggendo questo libro si è più volte tentati dalla voglia di afferrare una matita e sottolinearne le parti più importanti o di prendere appunti su un quaderno, proprio come si farebbe durante una vera lezione.
L'unica pecca di questo libro è quella di essere troppo prolisso in alcuni capitoli. Per il resto, promosso a pieni voti!
VOTO: 4/5

Maurizio Barbarisi è nato il 29 settembre del 1954 ad Urbino. Laureato in Giurisprudenza e Scienze Politiche, vive a Firenze dove svolge da venticinque anni l'attività di magistrato. Ha pubblicato diversi libri ed articoli in tema di materia giuridica. Appassionato di scrittura creativa, gestisce il già sopra citato blog Briciolanellatte e ha vinto diversi concorsi per racconti e poesie.

Titolo: Corso di blog writing. Appunti in tema di scrittura creativa per blog letterari
Autore: Maurizio Barbarisi
Editore: Caravaggio Editore (collana Compendium)
Anno: 2008

mercoledì 26 maggio 2010

L'AMANTE DEL DOGE

Siamo a Venezia, nella seconda metà del Settecento. La giovane Caterina Dolfin, appartenente ad una famiglia di nobili decaduti, ha recentemente perso l'adorato padre che le aveva trasmesso l'amore per la letteratura, la filosofia, le arti. Con la morte del genitore la povertà piomba nella sua casa. La madre, una donna fredda, avida, cruda, la costringe a sposare un uomo che lei detesta. Caterina desidera la spensieratezza, la libertà, l'amore. Ed ecco che una sera partecipa, di nascosto dalla madre, ad una festa nel palazzo di un console inglese. Qui incontra Andrea Tron, potente uomo politico, discendente di una delle più importanti famiglie veneziane, su cui tutti scommettono un futuro da Doge. Tron, sedotto dalla bellezza di Caterina, osa farle un'ardita proposta: abbandonare suo marito per diventare la sua amante. In cambio le offrirà sicurezza economica e libertà di condurre la vita come più le aggrada. Caterina, assetata d’indipendenza e a sua volta affascinata da Andrea, accetta il cinico patto. Diventa così padrona di se stessa; ignora il disprezzo della società e della famiglia che la considerano una poco di buono; sopporta l'odio di Cecilia Zen, innamorata del cognato Andrea Tron, che fa di tutto per separare i due amanti. Caterina ed Andrea col tempo scopriranno di amarsi più di quanto credessero e insieme decideranno, tra non pochi contrasti, di convolare a nozze.

La storia mi ricorda un po' quella di Emma Bovary, di Marguerite Gautier ma anche di Cenerentola. Caterina Dolfin (personaggio realmente esistito, così come tutti gli altri protagonisti del racconto) è una ragazza che si rende conto di quanto sia bella la vita e perciò decide di afferrarla e farla sua, determinata a vivere fino in fondo le emozioni che essa può offrire, incurante delle chiacchiere di una società che bada troppo alle apparenze.

Nonostante mi aspettassi qualcosa di più da un libro con un titolo così intrigante, ritengo che la lettura sia piacevole. Lo stile è scorrevole e i personaggi sono ben delineati. L'autrice è Carla Maria Russo (nella foto a destra), molisana di nascita ma che da sempre vive e lavora fra Milano e la Toscana. Laureata in Lettere Moderne, ha un passato da insegnante di Italiano e Latino nei licei. Ha abbandonato l'insegnamento per dedicarsi alla ricerca storica. Ha pubblicato diversi romanzi. Con L'amante del Doge ci regala una storia destinata a rubare i cuori di romantici sognatori ma anche di chi crede che l'amore e la vita non abbiano limiti.
VOTO: 3/5

Titolo: L'amante del Doge
Autore: Carla Maria Russo
Editore: Piemme (collana Narrativa)
Anno: 2008

mercoledì 19 maggio 2010

COMANDI, SIOR PARòN! Storie e storielle del carnevale di Venezia

Comandi, sior paròn! è senza dubbio un testo rivolto ai giovanissimi. Non è un caso, infatti, se l'autrice è Gina Bellot, veneziana di nascita ma romana d'adozione, che proprio a Roma ha fondato la prima libreria per ragazzi e ha inoltre pubblicato una fortunata raccolta di poesie per bambini dal titolo La torta storta, nonché il best seller Storie di maschere.

Con questo libro Gina Bellot vuole presentare ai più giovani il carnevale di Venezia e lo fa utilizzando, come è giusto che sia, un linguaggio estremamente semplice, a tratti ironico, ma che ai più grandi rischia di risultare banale. In realtà, il testo può rivelarsi anche ai non più giovanissimi una preziosa raccolta di informazioni e curiosità su una festa tanto affascinante quale è il carnevale veneziano.

Il libro attraversa la storia del carnevale di Venezia, partendo dalle origini. Ne spiega il significato, il ruolo che ha giocato all'interno del teatro; presenta le feste che lo caratterizzano e le maschere che da secoli lo rappresentano. Si conclude poi con una bella analisi sulle maschere protagoniste della Commedia dell'Arte: da Arlecchino a Pulcinella, da Pantalone a Colombina.

I testi sono corredati da splendide immagini tratte da riproduzioni di quadri del Canaletto e di molti altri pittori veneziani del Settecento, mentre i coloratissimi disegni che li accompagnano sono di Cristina Cerretti.

Leggendo questo libro e riflettendo su quello che è e che è diventato il moderno carnevale veneziano, ci si rende conto che esso ha perso la grandiosità, la sfarzosità, l'importanza che nei secoli addietro l'hanno caratterizzato, ma che ancora oggi custodisce quel fascino e quel mistero che da sempre avvolgono la Serenissima.
VOTO: 3/5

Titolo: Comandi, sior paròn! Storie e storielle del carnevale di Venezia
Autore: Gina Bellot
Editore: Nuove Edizioni Romane (collana Colpi di scena)
Anno: 2007

venerdì 14 maggio 2010

PADRE ASSENTE, PADRE PADRINO, PADRE PADRONE

Tre storie. Protagoniste tre donne che anelano la libertà. Antagonisti tre uomini incapaci di adempiere al ruolo di padre. Enrika, protagonista della prima storia, è una donna danese che intraprende una relazione amorosa con Giacomo, un uomo italiano, sposato e con figli. Quando Giacomo verrà a sapere da Enrika di aspettare un figlio suo, le offrirà dei soldi, invitandola ad abortire e nel contempo uscirà definitivamente dalla sua vita. Enrika non cederà alla vile e squallida proposta, darà alla luce il figlio di padre-assente, scegliendo la libertà.

Santa, protagonista della seconda storia, è la figlia di un padre-padrino siciliano. Cresciuta nel silenzio e nella paura di una classica famiglia mafiosa, si vedrà presto costretta dal padre a sposare un boss d'oltreoceano. Prima e durante il viaggio per gli Stati Uniti d'America, incontrerà l'amore, quello vero, nella persona di Tristano. E per amore, in accordo col suo amante, deciderà di pagare con la vita l'inestimabile prezzo della libertà.

Marianeve, protagonista della terza storia, è vittima di un padre-padrone che la costringe ad un'assurda ed inspiegabile segregazione. Dopo una serie di lunghissimi anni caratterizzati da sofferenza e negazione della vita, Marianeve, aiutata da una coetanea, riuscirà a spiccare il volo per la libertà.

La libertà, dunque, è la vera protagonista che accomuna le tre storie. Una libertà negata, bramata, raggiunta dopo l'attraversamento del buio tunnel del dolore. Il libro vuole essere anche una denuncia dell'irragionevole maschilismo, della violenza fisica e/o psicologica che in tante famiglie si sostituisce agli affetti. In nessuno dei tre racconti è specificata l'epoca in cui avvengono i fatti, perché Enrika, Santa e Marianeve sono le donne di sempre. Le loro storie sono le storie di ieri, di oggi e purtroppo anche di domani.

Le descrizioni degli stati d'animo e degli ambienti in cui si svolgono le vicende sono lunghe e dettagliate, ma mai noiose. Le tre storie, a mio dire, non sono di quelle indimenticabili, che rubano il cuore, ma di certo non lasciano il lettore impassibile e lo inducono continuamente a riflettere.

L'autrice del libro è Pina Lamberti Sorrentino, scrittrice e poetessa, nata in Croazia, vissuta in Grecia e dopo in Campania, dove per anni ha insegnato Storia e Filosofia nei licei. Ha vinto svariati premi letterari e ha pubblicato numerosi libri. In Padre assente, padre padrino, padre padrone affronta temi scottanti con l'eleganza e lo stile della poetessa consumata.
VOTO: 3/5

La parola all'autrice durante la presentazione del libro presso la sede dell’Associazione "Pompeilab" di Pompei (Napoli):

Titolo: Padre assente, padre padrino, padre padrone
Autore: Pina Lamberti Sorrentino
Editore: Kairòs (collana Sherazade)
Anno: 2009

mercoledì 12 maggio 2010

IL VANGELO DI SATANA

Il Vangelo di Satana è un titolo decisamente imbarazzante e soprattutto furviante. Si sarebbe dovuto rispettare quello originale, El inquisidor ovvero L'inquisitore, perché questo è un libro incentrato sulla figura di Angelo De Grasso, inquisitore generale di Genova che, nell'anno 1597, viene chiamto a Roma da Papa Clemente VIII, il quale gli affida una missione della massima importanza: recuperare l'ultima copia del Necronomicon, un libro proibito che pare sia stato dettato dalla voce del Diavolo e che rappresenta una minaccia per la cristianità. Per farlo dovrà farsi confessare, con le buone o con le cattive, dove è nascosta l'opera dall'eretico Eros Gianmaria, il solo a saperlo. La missione non si rivelerà affatto facile per De Grasso, che dovrà imbarcarsi alla volta del Nuovo Mondo e si ritroverà presto difronte ad ostacoli imprevisti, dubbi e tentazioni. L'inquisitore conoscerà anche l'amore e i piaceri della carne, farà chiarezza sul suo passato e scoprirà che il Maligno ha sembianze umane.

Il Vangelo di Satana è un libro avvincente, spesso crudo, ma che si fa divorare, come ogni thriller che si rispetti. Un mix di esoterismo e astrologia, di bene e male, di odio e amore, di sacro e profano, ma mai blasfemo. L'autore è Patricio Sturlese (nella foto a destra), teologo, nato a Buenos Aires ma di origini italiane. Il Vangelo di Satana è il suo primo romanzo ed in Argentina è stato un best-sellers.
VOTO: 4/5

Titolo: Il Vangelo di Satana
Titolo originale: El inquisidor
Autore: Patricio Sturlese
Traduttore: Francesca Livraghi
Editore: Sperling & Kupfer (collana Narrativa)
Anno: 2008