sabato 6 novembre 2010

CIMITERI. Storie di rimpianti e di follie

Chiariamolo subito: non si tratta di un libro di orrore. Smettiamola di guardare al camposanto come a un luogo macabro. Il cimitero è un regno di pace e di silenzio. I morti non fanno paura (io piuttosto mi guarderei dai vivi). Georges Clemenceau diceva che “i cimiteri sono pieni di persone insostituibili” ed io aggiungerei “interessanti”. Già, quante persone dalla vita interessante ora dormono il sonno eterno nei freddi loculi cimiteriali. Storie di vita (e di morte) che vale la pena raccontare. Questo deve aver pensato Giuseppe Marcenaro quando ha deciso di scrivere Cimiteri, una raccolta di aneddoti e curiosità sulla morte, la sepoltura, ma anche la vita di personaggi noti e meno noti passati a miglior vita: da Napoleone a Garibaldi, da Brecht a Benjamin, da Shelley a Valéry, da Stevenson a Poe, da Rasputin a Winckelmann, dai Romanov a Marx. Accanto a questi e altri celebri nomi, troviamo quelli di persone semisconosciute che però hanno vissuto vite straordinarie o compiuto gesta particolari. Tanto per citarne qualcuno: il valoroso John Martin (al secolo Giovanni Martini), gli inquietanti Girolamo Segato ed Efisio Marini, il feroce Billy the Kid, la temeraria Calamity Jane. Alcuni capitoli invece sono interamente dedicati a famosi cimiteri come quello di Poggioreale a Napoli, quello ebraico di Praga, il Père-Lachaise a Parigi, fino alla Necropoli di Qaytbay, in Egitto, la città-cimitero dove i vivi abitano con i morti.

Lo stile di Giuseppe Marcenaro è raffinato (come raffinata è l'immagine di copertina del libro, in stile retrò), l’ironia con cui tratta un tema tetro come la morte è quella sottile ed elegante del giornalista vecchio stampo. In questo testo ci presenta il cimitero come luogo di rimpianto e di follia. Rimpianto per chi non c’è più; follia perché è da considerarsi follia il voler esorcizzare e allontanare, attraverso il culto dei defunti e il fasto delle tombe, il terrore dell’inevitabile: la morte.

Un libro colto e originale. Per chi vuole imparare, per chi vuole capire, per chi vuole riflettere sull’effimera pienezza della vita e l’eterno vuoto della morte.
VOTO: 5/5

Giuseppe Marcenaro (nella foto a destra) è nato a Genova nel 1952. Scrittore, storico, critico d’arte, giornalista professionista. Collabora con La Stampa e Il Secolo XIX. Molti suoi articoli sono apparsi su importanti giornali e riviste come L’Europeo, Epoca, L’Espresso, Meridiani, Capital. Dal 1975 al 1984 ha diretto la rivista di letteratura, storia e filosofia Pietre. Tiene corsi e seminari in varie università italiane e straniere. Ha organizzato con il pittore, regista e attore Pietro Boragina mostre tra arte e letteratura. Ha pubblicato svariati libri ed ha curato diverse biografie tra cui quella di Eugenio Montale e quella di Giovanni Ansaldo.

Titolo: Cimiteri. Storie di rimpianti e di follie
Autore: Giuseppe Marcenaro
Editore: Bruno Mondadori
Anno: 2008

1 commento:

  1. Aspita! Un libro sui cimiteri! Devo ammettere che questo è veramente originale. Non credo infatti che siano molti a scrivere di queste cose! Non è che sia un tema molto visitato, almeno basandomi sulla mia (in)esperienza. Comunque è giusto, a ben pensarci: si scrive tanto dei vivi, si creano addirittura nuovi personaggi dal nulla... perché non parlare anche di chi non c'è più? E se poi è vero che aiuta a esorcizzare la sciocca paura della morte, mi piace ancora di più, perché non è solo bello, ma anche utile! Come diceva Socrate: "L'uomo non deve temere la morte, poiché essa non lo riguarda. Infatti, quando l'uomo vive, la morte non c'è ancora; quando arriva la morte, l'uomo non c'è più". Quando ci vediamo voglio che me ne parli più in dettaglio! :D

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