sabato 28 aprile 2012

AMORE ZUCCHERO E CANNELLA

Trama, titolo, copertina, anticipazioni facevano ben sperare. Personalmente credevo di imbattermi in una storia romantica, di quelle un po’ sdolcinate ma rasserenanti, alla Rosamunde Pilcher, dai colori pastello, ambientata in un’Inghilterra moderna ma dal profumo vintage. Invece mi sono ritrovata in una Londra asettica che fa da sfondo a una storia di tradimenti e depressione, con l’amara scoperta che questo romanzo di Amy Bratley delude tutte le aspettative.

La protagonista, Juliet, ha venticinque anni e lavora come addetta stampa presso una prestigiosa casa d’aste. Il suo desiderio più grande è sempre stato quello di avere una casa da dividere con Simon, il suo fidanzato, un nido d’amore di cui prendersi cura nel migliore dei modi. Ma il sogno svanisce nel momento stesso in cui si avvera: la prima notte nel nuovo appartamento, Juliet scopre che Simon l’ha tradita con una delle sue migliori amiche. Quella casa tanto desiderata d’improvviso le risulta ostile. Inoltre, come se non bastasse, in quegli stessi giorni scopre per caso di avere una sorella di cui fino ad allora aveva ignorato l’esistenza, frutto indesiderato di una madre menefreghista e libertina. Con il cuore a pezzi e il morale a terra, Juliet cerca consolazione nei drink e nel sesso occasionale. Ma ciò che sembra darle veramente conforto sono i vecchi libri della defunta e cara nonna Violet, la persona con cui è cresciuta dopo la morte del debole padre e l’abbandono dell’irresponsabile madre. In quelle pagine ingiallite, ricche di appunti e consigli preziosi per diventare una perfetta casalinga, Juliet cerca la strada per recuperare la serenità e tornare ad amare la sua nuova casa. Dopo una serie di (dis)avventure, la giovane protagonista riesce a trovare la sua dimensione fatta di una nuova abitazione, di un nuovo lavoro e di un nuovo amore.

Il vero protagonista di questo romanzo è l’alcol, assunto da Juliet come se fosse acqua, mandato giù per dimenticare, per sballarsi o semplicemente per rallegrare una chiacchierata tra amiche: un messaggio negativo che si sarebbe potuto benissimo evitare di far passare. Le condizioni di vita di Juliet poi trasmettono un senso di squallore: dopo la notizia del tradimento, la ragazza si abbandona al disordine, alla sporcizia, alla puzza, non è in grado di lavare nemmeno un bicchiere ed è continuamente alle prese con gli attacchi di vomito post sbornie. I buoni, vecchi consigli della nonna sono solo una grottesca comparsa comicamente in contrasto con lo stile di vita di Juliet, mentre la sorellastra Rosie resta un fantasma che per il lettore non si materializzerà mai. Persino la nuova storia d’amore che Juliet si trova a vivere non regala alcun entusiasmo: un’unione quasi di comodo per ambo le parti, sterile colmatura di un triste vuoto interiore. Insomma, più che Amore zucchero e cannella io questo libro l’avrei intitolato Corna alcol e desolazione.

La lettura è scorrevole ma la scrittura è piatta. Unica nota positiva: l’ironia con cui la Bratley racconta le vicende strappa più di un sorriso. Apprezzabile è anche l’idea della casa come specchio della personalità e degli stati d’animo di chi la abita, ma per il resto... lasciamo perdere. Una storia sicuramente molto realistica ma incapace di regalare emozioni. E poi, detto tra noi, chi di questi tempi lascerebbe un lavoro da sogno come quello di Juliet per vendere grembiulini da cucina?
VOTO: 2,5/5

Amy Bratley (nella foto a destra) vive a Londra, dove da anni lavora come giornalista freelance. Amore zucchero e cannella è il suo primo romanzo.

Booktrailer:

Titolo: Amore zucchero e cannella
Titolo originale: The Girls’ Guide to Homemaking
Autore: Amy Bratley
Traduttore: Gabriella Pandolfo
Editore: Newton Compton (collana Anagramma)
Anno: 2012

4 commenti:

  1. Ciao Valeria, l'ho letto lo ho trovato un libro brutto, forse il libro più brutto che ho mai letto. Personaggi antipatici e poco caratterizzati ambientazione più che squallida a tratti addirittura di degrado, una storia di nessuno spessore...e dire che l'idea del quaderno della nonna come antidoto ai mali dell'anima poteva non essere male! Personalmente non mi è piaciuto nemmeno il tipo di scrittura, ho veramente fatto fatica a finirlo. Ciao, buon fine settimana, a presto Antonella

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Antonella! Sono perfettamente d'accordo con te. Un abbraccio! Alla prossima.

      Elimina
  2. Questo libro l'avevo visto in libreria e mi avevi incuriosito dal titolo ma poi leggendo la trama l'ho riposto...mi sa che ho fatto bene! non mi entusiasma molto e da come lo racconti tu non è proprio il genere adatto a me! Almeno ho evitato quei soldi che potrò spendere per altri libri!
    un bacione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, hai fatto benissimo! Una delusione totale -.-'
      Un bacione!

      Elimina