giovedì 20 marzo 2014

VIOLETTA

Violetta è una ragazzina milanese di quattordici anni che ha appena superato l'esame di terza media. Suo padre ha subito forti perdite di denaro a causa della disonestà di un socio in affari e perciò per l'estate non può permettersi di portare la famiglia in una località di villeggiatura alla moda. Per Violetta è comunque necessario un cambiamento d'aria, perciò i genitori decidono di mandarla a Mamago, un paesino sperduto nella campagna piacentina, in casa di don Piero, un prete che è loro lontano parente. Violetta non è affatto entusiasta dell'idea di passare le vacanze in canonica con un parroco, soprattutto perché la mamma e la nonna le stanno riempendo la valigia di abiti accollati, secondo loro più adatti agli occhi di un sacerdote, e le hanno raccomandato di andare tutti i giorni in chiesa per compiacere il canonico. Insomma, alla ragazza si prospetta un'estate non proprio divertente. Tuttavia, quando Violetta arriva a Mamago da Milano, si trova immersa in una realtà completamente diversa da quella che si era immaginata: don Piero si rivela fin da subito un personaggio originale, le permette di indossare vestiti più scollati e adatti alla calda stagione e la esente dall'andare in chiesa se non quando ne sente il bisogno. Il prete è un uomo dalle larghe vedute, affabile e anche un po' bizzarro (ad esempio, tra le tante cose, fa la predica ai gatti...). Violetta si trova presto coinvolta nel progetto di don Piero di creare un'oasi naturale, dove non si usano macchine di nessun tipo, ci si sposta su carri trainati da animali da soma, si coltiva senza pesticidi e si cucina in recipienti di coccio; insieme a lui e ai suoi nuovi amici lotta contro il malvagio signor Pompeo che è invece favorevole al progresso, assiste alle vicende vissute da alcuni abitanti della piccola comunità rurale, osserva e documenta le stranezze di don Piero e i suoi trionfi. Il ritorno a casa per Violetta sarà una delusione perché avrà modo di scoprire la meschinità e il materialismo dei suoi parenti. Ma con gioia serberà nel cuore il ricordo dell'estate con don Piero che per lei è stata una straordinaria occasione di crescita interiore.

Scritto e ambientato nel 1964, Violetta raccoglie le pagine migliori e più felici di Le straordinarie vacanze di Violetta di Giana Anguissola, seguito di Violetta la timida ma che può essere letto anche come romanzo autonomo, in quanto i riferimenti al romanzo precedente sono pochissimi e non creano difficoltà nella comprensione delle vicende.
Scritto in prima persona dalla protagonista, il libro si configura all'inizio come una raccolta di lettere destinato alle lettrici del Corriere dei piccoli, ma si trasforma in breve in una sorta di diario quotidiano.
Il linguaggio utilizzato dall'autrice è fresco e gioviale, adatto ad un pubblico di ragazzi, cui il romanzo si rivolge in modo particolare. Le vicende narrate sono divertenti e insolite e i personaggi che ne sono protagonisti incarnano un vizio della società o del costume contemporaneo. Dalle storie di queste persone e dalla risoluzione dei loro problemi, Violetta ricava ogni volta un insegnamento morale e di vita. Don Piero, figura cardine dell'intero racconto, è un uomo saggio e candido, una via di mezzo fra San Francesco d'Assisi e don Bosco, ma, essendo un uomo come tutti, non è perfetto. I suoi metodi e le sue convinzioni - volti a creare un mondo più pulito e a suggerire uno stile di vita più sereno - sono interessanti anche se forse non tutti sono disposti ad accettarli. Violetta è ognuno di noi che osserva, riflette e apprende.

Un libro bello e valido, un insegnamento di bontà, come tutti i libri di Giana Anguissola. Un testo destinato ai giovanissimi ma adatto anche agli adulti. I ragazzi, oggi come ieri, o meglio, oggi più di ieri, hanno bisogno di libri così, che fanno riflettere e lasciano dentro qualcosa di buono.
VOTO: 4/5

Giana Anguissola (nella foto a destra) nasce a Piacenza il 14 gennaio 1906. Inizia a scrivere opere di narrativa a soli 16 anni. Collabora con numerosi periodici milanesi: scrive per il quotidiano Il Corriere della Sera e per i periodici collegati La Lettura e Il Corriere dei Piccoli. Fra le altre cose per tutti gli anni Trenta firma rubriche di moda con il nome di Gianola in sodalizio con la disegnatrice Brunetta, alias Brunetta Mateldi. Il 3 aprile 1933 sposa lo scrittore Rinaldo Küfferle. Dopo la seconda guerra mondiale si dedica alla letteratura per ragazzi, rivolgendosi soprattutto al mondo delle adolescenti. Nel 1954 con Gli eredi del circo Alicante ottiene il premio Soroptimist e nel 1959 con Priscilla il Premio della presidenza del consiglio e, sempre con Priscilla, la Menzione dell'International Board on Book for Yong People. Nel 1957 vince il Premio Saint-Vincent per il giornalismo e nel 1964 il Premio Bancarellino, con il romanzo che sarà il suo più diffuso: Violetta la timida.
Muore a Milano il 16 febbraio 1966.

Titolo: Violetta
Titolo originale: Le straordinarie vacanze di Violetta
Autore: Giana Anguissola
Curatore: Eugenia Martinez
Editore: Mursia (collana La biblioteca)
Anno: 1968

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